Aprire un baby parking, semplice e redditizio

L’apertura di un’attività che non richiede un eccessivo iter burocratico ed un investimento iniziale troppo sostenuto è quella di un baby parking. Il baby parking differisce da un asilo nido perché fornisce solo un servizio per i genitori che occasionalmente devono assentarsi e non sanno a chi lasciare i loro bambini. Nei baby parking un bambino può essere ospitato al massimo per 6 ore al giorno e deve avere tra i 13 mesi ed i 6 anni.
Inoltre, all’interno dei baby parking non vengono somministrati i pasti e quindi questi non dispongono di una mensa. Attualmente non esiste una normativa a livello nazionale che delinei le caratteristiche necessarie per aprire una struttura di questo tipo pertanto la regolamentazione è affidata alle normative regionali Le uniche norme da rispettare sono quelle sanitarie e di sicurezza dettate dai regolamenti locali (che si possono chiedere all’Asl). Di fatto, l’unica regione italiana ad aver fatto una legge specifica per i baby parking è il Piemonte.
Autorizzazioni ed adempimenti burocratici
- Iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio;
- Apertura della partita IVA;
- Conto fiscale;
- Iscrizione all’INPS;
- Iscrizione all’INAIL;
- Valutazione del rischio L. 626/1994;
- Assicurazione bambini;
- Agibilità dei locali;
- Rispetto normative igienico sanitarie e autorizzazione della ASL di competenza;
- Autorizzazione per l’installazione delle insegne e dei cartelli segnaletici stradali;
- Iscrizione alle associazioni di categoria (facoltativa).
Iniziare l’attività
La prima cosa da fare è cercare un posto idoneo, che rispetti le normative igienico sanitarie, posizionato in una zona di passaggio, possibilmente vicino a negozio o all’interno di centri commerciali. Fatto questo si deve chiedere il permesso all’Asl locale che richiede i libretti sanitari aggiornati ed i certificati delle vaccinazioni. L’investimento iniziale è stimato tra i 15mila ed i 25 mila euro, a seconda delle zone. Per chi avesse dei dubbi e volesse rivolgersi ad una struttura già avviata con un consolidato know how, esistono numerose proposte di franchising.
Requisiti
- La struttura deve ospitare un minimo di 10 bambini ed un massimo di 25 e deve essere arredata a misura di bambino, quindi con un arredamento colorato e divertente. Nel locale devono essere presenti molti giocattoli, colori, l’angolo per la lettura e tanti oggetti pensati per il loro divertimento e per favorire una loro piacevole permanenza nel baby parking.
- In alcune regioni è necessario che il responsabile abbia un titolo di studio specifico (diploma magistrale, laurea in scienze dell’educazione o specializzazione nell’assistenza all’infanzia) per svolgere un’attività di questo tipo.
- Si deve calcolare un’operatrice ogni dieci bambini.
Consigli
Per essere competitivi bisogna risultare più convenienti rispetto ad una baby sitter. Al momento di decidere le tariffe è meglio conoscere prima quelle delle baby sitter della zona.
Se si hanno dei dubbi ci si può rivolgere agli assessorati alle Attività produttive della propria Regione e Provincia oppure alle agenzie ed alle associazioni che offrono consulenza gratuita
Info corsi assistenza infanzia per aprire un baby parking.
Commento by Aleo Alberto — venerdì 04 dicembre 2009 @ 17:58
vorrei sapere come contattare aziende che vendono attrezzature e mobili per aprire un baby parking
Commento by mimmo — martedì 19 gennaio 2010 @ 17:19
buongiorno vorrei sapere se devo fare un corso specifico per aprire un baby parking…premetto che abito nel veneto..
Grazie
Commento by marta — domenica 09 maggio 2010 @ 17:05
Buongiorno abito in Lombardia vorrei sapere se serve avere diploma specializzato per aprire baby parking oppure posso associare il mio di 5 anni istituto professionale per il commercio + un corso specializzato in materia per l’infanzia grazie per l’attenzione Paola
Commento by Paola — martedì 20 luglio 2010 @ 09:10