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	<title>Pronto Azienda &#187; Aprire attività</title>
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	<description>Consigli, suggerimenti, soluzioni e idee imprenditoriali per la tua azienda</description>
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		<title>Come aprire un negozio di Commercio Equo e Solidale</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 17:46:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aprire attività]]></category>
		<category><![CDATA[Altromercato]]></category>
		<category><![CDATA[altromercato.it]]></category>
		<category><![CDATA[commercio Equo e Solidale]]></category>
		<category><![CDATA[Equoland]]></category>
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		<category><![CDATA[Modello COM 1]]></category>
		<category><![CDATA[Negozio commercio Equo e Solidale]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono in molti a credere in un approccio diverso al commercio convenzionale ed a un riequilibrio dei rapporti tra i paesi economicamente più sviluppati e quelli meno sviluppati. Il commercio Equo e Solidale cerca proprio di fare questo e si pone come scopo quello di promuovere la giustizia sociale ed economica ed uno sviluppo sostenibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1023" title="Equo solidale" src="http://www.prontoazienda.com/files/2010/02/Equo-solidale.jpg" alt="Equo solidale" width="427" height="320" /></p>
<p style="text-align: justify">Sono in molti a credere in un approccio diverso al commercio convenzionale ed a un riequilibrio dei rapporti tra i paesi economicamente più sviluppati e quelli meno sviluppati. Il <strong>commercio Equo e Solidale</strong> cerca proprio di fare questo e si pone come scopo quello di promuovere la giustizia sociale ed economica ed uno sviluppo sostenibile attraverso il commercio. Nonostante i margini di guadagno non siano così elevati, aprire un <strong>Negozio di commercio Equo e Solidale</strong> è sicuramente un buon investimento per il futuro che, contemporaneamente, non calpesta i diritti dei produttori più svantaggiati proponendo prodotti certificati e di qualità. Nel 2008, inoltre, <strong>Altromercato</strong>, il maggior importatore italiano, ha aumentato il suo fatturato del 7 cento. Un ottimo risultato in tempo di crisi. Ma come si fa ad aprire una Bottega Equo solidale?</p>
<p style="text-align: justify"><strong>COSA FARE PER APRIRE UN NEGOZIO EQUO E SOLIDALE</strong><br />
La prima cosa da fare per chi vuole aprire un’attività imprenditoriale in questo ambito, <strong>è seguire un corso</strong>. Li organizza <a title="Sito di Fairtrade" href="http://www.fairtradeitalia.it/" target="_blank"><strong>Fairtrade</strong></a>, il consorzio costituito da organismi che operano nella cooperazione internazionale, nella solidarietà e nel commercio equo e solidale. Durante questi corsi vengono fornite informazioni sulla storia del commercio equo, sugli aspetti fiscali e finanziari e sulle tecniche di formazione e comunicazione.</p>
<p style="text-align: justify">Un negozio equo solidale, infatti, non è un negozio come tutti gli altri. Al suo interno non si vendono solo dei prodotti<strong> ma si porta avanti un progetto</strong> che deve essere fatto conoscere agli acquirenti. Per poter far ciò prima deve essere assimilato da chi gestisce l’attività imprenditoriale. Il prossimo corso di Fairtrade sarà a Fiesole il 26 e 27 febbraio 2010 al costo di 160 euro.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>PRIMI PASSI</strong></p>
<p style="text-align: justify">Si deve aprire una<strong> partita Iva.</strong> Muniti della Partita Iva, poi, ci si deve rivolgere (come singolo, società o cooperativa) allo Sportello Unico del comune di competenza presentando il<strong> Modello COM 1</strong>, relativo all&#8217;Esercizio di commercio al dettaglio di vicinato, debitamente compilato. Una copia del Modello COM 1, corredata degli estremi dell&#8217;avvenuta ricezione da parte del Comune, va presentata entro 30 giorni al Registro delle Imprese della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura (CCIAA ) della provincia di competenza dell’esercizio commerciale.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>DOCUMENTI DA PRESENTARE</strong></p>
<ul style="text-align: justify">
<li>una fotocopia del documento in corso di validità;</li>
<li>la planimetria dei locali con evidenziata la superficie di vendita;</li>
<li>È prevista, inoltre, ove siano presenti nei locali macchinari fonte di rumore, una dichiarazione sull&#8217;impatto acustico ambientale;</li>
<li>Per cittadini extra Unione Europea anche una copia del permesso di soggiorno che consenta l&#8217;esercizio del lavoro autonomo.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">
Per chi apre una Bottega Equo solidale è previsto un sopralluogo da parte dei tecnici della Prevenzione del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (SIAN) della ASL di competenza per verificare l’idoneità dei locali ed il rispetto delle norme sanitarie.</p>
<p style="text-align: justify">Un locale adatto a contenere un commercio Equo e solidale di solito deve essere di almeno 50 metri quadrati.</p>
<p style="text-align: justify">La prima fornitura di prodotti, che tendenzialmente si attesta sui 10mila euro, può essere richiesta ai grandi importatori come <strong><a title="Sito di Equomercato" href="http://www.equomercato.it/" target="_blank">Equomercato</a></strong>, <strong><a title="Sito di Liberomondo" href="http://www.liberomondo.org/" target="_blank">LiberoMondo</a>, </strong><strong><a title="Sito di Altromercato" href="http://www.altromercato.it/it" target="_blank">Altromercato</a></strong> e <strong><a title="Sito di Equoland" href="http://www.google.it/search?q=Equoland&amp;ie=utf-8&amp;oe=utf-8&amp;aq=t&amp;client=firefox-a&amp;rlz=1R1GGGL_it___IT325" target="_blank">Equoland</a></strong>.<br />
L’investimento iniziale di solito viene ammortizzato in 20-24 mesi, dopo si possono calcolare circa 20mila euro all’anno.</p>
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		<title>Aprire un baby parking, semplice e redditizio</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 15:14:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aprire attività]]></category>
		<category><![CDATA[adempimenti burocratici]]></category>
		<category><![CDATA[autorizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[baby parking]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[norme sanitarie]]></category>
		<category><![CDATA[requisiti]]></category>

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		<description><![CDATA[L’apertura di un’attività che non richiede un eccessivo iter burocratico ed un investimento iniziale troppo sostenuto è quella di un baby parking. Il baby parking differisce da un asilo nido perché fornisce solo un servizio per i genitori che occasionalmente devono assentarsi e non sanno a chi lasciare i loro bambini. Nei baby parking un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-988 aligncenter" title="Baby parking" src="http://www.prontoazienda.com/files/2009/11/Baby-parking.jpg" alt="Baby parking" width="389" height="359" /></p>
<p style="text-align: justify">L’apertura di un’attività che non richiede un eccessivo iter burocratico ed un investimento iniziale troppo sostenuto è quella di un <strong>baby parking</strong>. Il baby parking differisce da un asilo nido perché fornisce solo un servizio per i genitori che occasionalmente devono assentarsi e non sanno a chi lasciare i loro bambini. Nei baby parking un bambino può essere ospitato<strong> al massimo per 6 ore</strong> al giorno e deve <strong>avere tra i 13 mesi ed i 6 anni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-987"></span>Inoltre, all’interno dei baby parking non vengono somministrati i pasti e quindi questi non dispongono di una mensa. Attualmente <strong>non esiste una normativa a livello nazionale </strong>che delinei le caratteristiche necessarie per aprire una struttura di questo tipo pertanto la regolamentazione è affidata alle normative regionali  Le uniche norme da rispettare sono quelle sanitarie e di sicurezza dettate dai regolamenti locali (che si possono chiedere all’Asl). Di fatto, l’unica regione italiana ad aver fatto una legge specifica per i baby parking è il Piemonte.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Autorizzazioni ed adempimenti burocratici</strong></p>
<ul>
<li>Iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio;</li>
<li>Apertura della partita IVA;</li>
<li>Conto fiscale;</li>
<li>Iscrizione all’INPS;</li>
<li>Iscrizione all’INAIL;</li>
<li>Valutazione del rischio L. 626/1994;</li>
<li>Assicurazione bambini;</li>
<li>Agibilità dei locali;</li>
<li>Rispetto normative igienico sanitarie e autorizzazione della ASL di competenza;</li>
<li>Autorizzazione per l’installazione delle insegne e dei cartelli segnaletici stradali;</li>
<li>Iscrizione alle associazioni di categoria (facoltativa).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><strong>Iniziare l&#8217;attività</strong></p>
<p style="text-align: justify">La prima cosa da fare è cercare un <strong>posto idoneo</strong>, che rispetti le normative igienico sanitarie, posizionato in una zona di passaggio, possibilmente vicino a negozio o all’interno di centri commerciali. Fatto questo si deve chiedere il <strong>permesso all’Asl locale </strong>che richiede i libretti sanitari aggiornati ed i certificati delle vaccinazioni. L’investimento iniziale è stimato tra i 15mila ed i 25 mila euro, a seconda delle zone. Per chi avesse dei dubbi e volesse rivolgersi ad una struttura già avviata con un consolidato know how, esistono numerose proposte di franchising.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Requisiti</strong></p>
<ul>
<li>La struttura deve ospitare <strong>un minimo di 10 bambini ed un massimo di 25</strong> e deve essere arredata a misura di bambino, quindi con un arredamento colorato e divertente. Nel locale devono essere presenti molti giocattoli, colori, l’angolo per la lettura e tanti oggetti pensati per il loro divertimento e per favorire una loro piacevole permanenza nel baby parking.</li>
</ul>
<ul>
<li>In alcune regioni è necessario che il responsabile<strong> abbia un titolo di studio specifico</strong> (diploma magistrale, laurea in scienze dell’educazione o specializzazione nell’assistenza all’infanzia) per svolgere un’attività di questo tipo.</li>
</ul>
<ul>
<li>Si deve calcolare un’operatrice ogni dieci bambini.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><strong>Consigli</strong><br />
Per essere competitivi bisogna risultare <strong>più convenienti rispetto ad una baby sitter.</strong> Al momento di decidere le tariffe è meglio conoscere prima quelle delle baby sitter della zona.<br />
Se si hanno dei dubbi ci si può rivolgere agli assessorati alle Attività produttive della propria Regione e Provincia oppure alle agenzie ed alle associazioni che offrono consulenza gratuita</p>
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		<title>Aprire un Ecopunto: guadagnare con il riciclo dei materiali</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 16:09:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aprire attività]]></category>
		<category><![CDATA[APAT]]></category>
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		<category><![CDATA[riciclaggio materiali usati]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[studio di fattibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Un’idea di business ecologica e all&#8217;avanguardia è quella degli Ecopunti, i negozi in franchising che comprano plastica, carta, alluminio, ferro e pet dai privati per rivenderli ai consorzi di riciclaggio. Il progetto è dell’azienda canavese Recoplastica, specializzata nel riciclaggio dei materiali usati, alla quale ci si deve rivolge per avviare un’attività di questo tipo. L’idea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-953 aligncenter" title="Ecopunto" src="http://www.prontoazienda.com/files/2009/10/Ecopunto.jpg" alt="Ecopunto" width="400" height="308" /></p>
<p style="text-align: justify">Un’idea di business ecologica e all&#8217;avanguardia è quella degli <strong>Ecopunti</strong>, i negozi in franchising che <strong>comprano plastica, carta, alluminio, ferro e pet</strong> dai privati per <strong>rivenderli ai consorzi di riciclaggio</strong>. Il progetto è dell’azienda canavese <strong>Recoplastica</strong>, specializzata nel riciclaggio dei materiali usati, alla quale ci si deve rivolge per avviare un’attività di questo tipo.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-952"></span>L’idea è buona e promette di guadagnare, nel caso in cui siano rispettate alcune condizioni di afflusso materiale, intorno ai <strong>2.000 – 2.500 euro mensili </strong>(dati di un’analisi indipendente de “<em>Il Sole 24 Ore</em>”). Tanto buona che nel 2008 il Codacons ha premiato l’Ecopunto come <em>Miglior progetto in campo ambientale e per la tutela del consumatore</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Per aprire un negozio Ecopunto si deve seguire una procedura ben precisa ed avere dei requisiti indispensabili, il tutto sotto la supervisione di Recoplastica, alla quale si deve inviare una e-mail (cooperazione@recoplastica.com) specificando le zone dove si vorrebbe operare e tutti i recapiti.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>REQUISITI PER APRIRE UN ECOPUNTO</strong></p>
<ul style="text-align: justify">
<li>Il locale che ospita un negozio Ecopunto deve avere una superficie di almeno 150-200 mq, di cui 50 mq destinati alla parte commerciale ed il resto al magazzino;</li>
<li>A parte eccezioni, la destinazione urbanistica deve essere artigianale o industriale;</li>
<li>E’ essenziale che il posto si trovi su una strada trafficata o in una zona di passaggio per invogliare le persone a passare di lì per lasciare i propri rifiuti;</li>
<li>Anche un parcheggio vicino aiuta ad attirare clienti, che si fermano volentieri se riescono ad appoggiare la macchina senza impazzire;</li>
<li>Non si devono avere carichi pendenti cioè essere imputati in procedimenti penali;</li>
<li>essere disposti a seguire un corso di formazione che illustra il funzionamento dell&#8217;Ecopunto;</li>
<li>non avere preclusioni a lavorare in cooperazione.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><strong>COSA FARE PER APRIRE UN ECOPUNTO</strong><br />
Per prima cosa Recoplastica analizzerà con uno<strong> studio di fattibilità</strong> ed un business plan la sostenibilità del vostro progetto. Lo studio si basa sui dati locali della produzioni di materiali fornita da <strong>APAT </strong>(Agenzia per la Protezione dell&#8217;Ambiente e per i Servizi Tecnici) e Ministero dell’Ambiente. Solo nel caso in cui i risultati sono soddisfacenti Recoplastica stipula dei protocolli d&#8217;intesa per il conferimento dei materiali ai centri convenzionati e definisce il bacino di utenza basato sulla situazione geo-morfologica e la distribuzione degli abitanti nel territorio interessato. Gli accordi con Comune e Provincia sono necessari in quanto la legge vieta di fare raccolta rifiuti se non si è autorizzati. Quando tutte queste cose sono state fatte parte la collaborazione con l’Autorità d’ambito territoriale che, dopo avere ritirato i rifiuti pagando in base al tonnellaggio, li ripartisce alla rete di consorzi locali. Naturalmente se lo studio di fattibilità non dovesse dare esito positivo non si procede con la fase attuativa.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>SPESE PER L’APERTURA</strong><br />
Il canone per l’apertura di un Ecopunto è di <strong>10mila euro</strong> che comprende il disbrigo di tutte le pratiche autorizzative necessarie per l’apertura, il corso di formazione, le royalties per il primo anno e l’utilizzo della rete di raccolta dei materiali. In più vanno calcolati: una royalty trimestrale di 300 euro da corrispondere a Recoplastica dall’inizio del secondo anno; il noleggio dei macchinari pari a 350 euro; l’eventuale affitto e le bollette del negozio.</p>
<p style="text-align: justify">Per avere ulteriori informazioni si può visitare il sito di Recoplastica: <a title="Sito di Recoplastica" href="http://www.recoplastica.com/" target="_blank"><strong>www.recoplastica.com</strong></a></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Visti i numerosi commenti ricevuti ci pare doveroso ribadire come Pronto Azienda non sia in grado di dare i chiarimenti da voi richiesti in quanto il nostro sito fornisce esclusivamente informazioni generali. Considerazioni di questo tipo, invece, richiedono indicazioni precise sul tipo di attività, sulla zona di competenza e via dicendo e sono comunque soggette a valutazioni di mercato e personali cose di cui noi non ci occupiamo, anche se ci piacerebbe.</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Come fare per aprire un mercatino dell&#039;usato</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/aprire-attivita/come-fare-per-aprire-un-mercatino-dellusato/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 13:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aprire attività]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzie Pubbliche D’Affari]]></category>
		<category><![CDATA[aprire mercatino usato]]></category>
		<category><![CDATA[conto terzi]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazione di inizio attività]]></category>
		<category><![CDATA[Leotron]]></category>
		<category><![CDATA[mercatini dell'usato]]></category>
		<category><![CDATA[merce usata]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni i punti vendita di merce usata in Italia sono arrivati a circa 2mila unità con un giro di affari annuale, stimato in oltre 3 miliardi di Euro. Aprire un mercatino dell’usato può essere quindi un’ottima idea per un’attività redditizia e poco costosa, in termini di investimenti iniziali. I mercatini dell’usato vengono giuridicamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-919 aligncenter" title="agenzia-daffari" src="http://www.prontoazienda.com/files/2009/07/agenzia-daffari.jpg" alt="agenzia-daffari" width="289" height="433" /></p>
<p style="text-align: justify">Negli ultimi anni i <strong>punti vendita di merce usata</strong> in Italia sono arrivati a circa 2mila unità con un giro di affari annuale, stimato in oltre 3 miliardi di Euro.<strong> Aprire un mercatino dell’usato</strong> può essere quindi un’ottima idea per un’attività redditizia e poco costosa, in termini di investimenti iniziali. I mercatini dell’usato vengono giuridicamente regolamentati come <strong>Agenzie Pubbliche D’Affari</strong>, dove la merce usata viene venduta per conto di terzi. In questo modo il gestore del mercatino viene incaricato da una persona terza di trattare la vendita dei propri articoli usati, per mezzo di un contratto di mandato, e non deve sborsare nessun importo per l’acquisto della merce.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-920"></span></p>
<p style="text-align: justify">Per aprire un mercatino dell’usato non è necessario nessun particolare requisito. La licenza per l’esercizio di un’Agenzia d’Affari, ai sensi dell&#8217;art. 115 T.U.L.P.S. (Testo unico Legge Pubblica Sicurezza), a seguito dell&#8217;articolo 19 della legge 241/90, è stata sostituita con una <strong>Dichiarazione Inizio Attività</strong> (DIA).</p>
<p style="text-align: justify"><strong>LOCALE PER L’ATTIVITA’</strong><br />
Per aprire un’Agenzia d’Affari è necessario trovare il locale giusto e contattare l’Ufficio Tecnico del Comune di riferimento per conoscere la destinazione urbanistica della zona. Giuridicamente questo tipo di attività di intermediazione tra privati viene considerato un’attività di servizi ed in questo modo regolamentato dal Comune attraverso il proprio piano regolatore. Trovato il posto adatto si deve <strong>stipulare un contratto preliminare </strong>di  contratto d’affitto vincolandolo al rilascio delle autorizzazioni, e aprire una partita IVA.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>DICHIARAZIONE DI INIZIO ATTIVITA’</strong><br />
Il modulo per l’inizio di attività di Agenzia d’Affari deve essere richiesto al Comune  di riferimento territoriale o recandosi direttamente di persona (ufficio Commercio o S.U.A.P.) oppure scaricandolo online sul sito del Comune (il sito del Comune di Milano, ad esempio, mette a disposizione online tutta la documentazione necessaria per le Agenzia D’affari all’indirizzo (<a title="Vai alla documentazione sul sito" href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/contentlibrary/Ho%20bisogno%20di/Ho%20bisogno%20di/Licenze%20per%20Agenzie%20di%20affari&amp;categId=com.ibm.workplace.wcm.api.WCM_Category/IT_CAT_Bisogni_02_11/05f7898044ffbe199016bb51a173c8e3/false&amp;categ=IT_CAT_Bisogni_02_11&amp;type=content" target="_blank">www.comune.milano.it/portale</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Quando si compila la DIA il richiedente deve certificare come :</p>
<ul style="text-align: justify">
<li> non sussistano nei suoi confronti cause di divieto o di decadenza o di sospensione ad ottenere o mantenere la licenza di Agenzia d&#8217;Affari, previste dalla vigente normativa antimafia e di non essere a conoscenza dell&#8217;esistenza di tali cause nei confronti della Società stessa, e degli altri soggetti indicati dall&#8217;art. 5 del DL. 8.8.94 n. 490;</li>
<li>i locali sede dell&#8217;attività rispondono a tutti i requisiti igienico-sanitari, edilizi ed in maniera di prevenzione incendi previsti dalle Leggi vigenti, sono indipendenti da abitazioni private o da ambienti destinati ad altri usi;</li>
<li>di aver adempiuto all&#8217;istruzione obbligatoria di figli minori;</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Assieme alla Dia vanno presentati degli allegati che cambiamo a seconda del comune ma che generalmente consistono in:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li>contratto preliminare di affitto;</li>
<li>planimetria dei locali;</li>
<li>certificato di agibilità dei locali;</li>
<li>certificato di prevenzioni incendi (solo per metrature superiori a 400 metri quadrati);</li>
<li>tabella delle operazioni e delle tariffe (tabella provvigioni) &#8211; contiene l’elenco delle operazioni che effettuerete con le relative percentuali di provvigioni;</li>
<li>registro degli affari da vidimare;</li>
<li>in alcuni casi fideiussione o deposito cauzionale.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Trascorsi 30 giorni, se il Comune nulla eccepisce (e quindi non comunica nulla), è possibile aprire l’attività senza nessun altra formalità. Si deve quindi provvedere all’iscrizione alla C.C.I.A.A. e alla stipula del contratto d’affitto</p>
<p style="text-align: justify">La licenza di Agenzia D’Affari, secondo la normativa vigente può essere<strong> richiesta anche da cittadini stranieri</strong> in possesso di un regolare permesso di soggiorno.</p>
<p style="text-align: justify">Se siete interessati ad aprire un mercatino dell’usato in<a title="Come si diventa franchisee" href="http://www.prontoazienda.com/aprire-attivita/come-diventare-franchisee/" target="_blank"><strong> franchising</strong></a> potete rivolgervi a:</p>
<ul>
<li><strong>Leotron</strong>, azienda nazionale di riferimento per l&#8217;apertura di un mercatino dell&#8217;usato. Sul sito troverete anche un guida gratuita con tutti i consigli per aprire e gestire al meglio un’Agenzia d’Affari. <strong><a href="http://www.leotron.com/" target="_blank">www.leotron.com</a></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Mercatinousato.com</strong> che vanta più di 170 affiliati in Italia, 110.000mq espositivi, 1.100 addetti, 4.200.000 clienti e oltre 25 milioni di articoli venduti &#8211; <strong><a href="http://www.mercatinousato.com/" target="_blank">www.mercatinousato.com</a></strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come fare per aprire un Bar (o un caffè)</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/aprire-attivita/come-fare-per-aprire-un-bar-o-un-caffe/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 14:06:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono tanti i Bar o i Caffè che spesso chiudono i battenti perché gli affari non vanno al meglio. Allo stesso modo però sono tanti altri quelli che spuntano nelle nostre città, spesso caratterizzati da innovazione e originalità, pronti ad accattivare nuovi clienti. Per aprire un bar o un caffè, definiti dalla legge “esercizi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="alignnone size-full wp-image-813" title="bar" src="http://www.prontoazienda.com/files/2009/06/bar.jpg" alt="bar" width="472" height="313" /></p>
<p>Sono tanti i Bar o i Caffè che spesso chiudono i battenti perché gli affari non vanno al meglio. Allo stesso modo però sono tanti altri quelli che spuntano nelle nostre città, spesso caratterizzati da innovazione e originalità, pronti ad accattivare nuovi clienti. Per <strong>aprire un bar o un caffè</strong>, definiti dalla legge “<strong>esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande</strong>&#8220;, sono necessari alcuni passaggi, che spesso cambiano da comune a comune, e da regione a regione. Innanzitutto, per somministrazione al pubblico di alimenti e bevande si intende la <strong>vendita per il consumo sul posto</strong>, che comprende tutti i casi in cui gli acquirenti consumano i prodotti nei locali dell&#8217;esercizio o in un&#8217;area aperta al pubblico, a tal fine attrezzati (bar, ristoranti, discoteche con somministrazione, ecc.).</p>
<p><strong>AUTORIZZAZIONE AMMINISTRATIVA</strong><br />
Per iniziare un’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande è necessario richiedere il permesso all’Ufficio comunale di pertinenza dell’esercizio di vendita.  E’ lo stesso Comune ad indicare al richiedente i documenti necessari in base al proprio<strong> piano di localizzazione</strong> e ad eventuali bandi per nuove aperture.  Per le nuove apertura, infatti, è necessario rientrare nei piani comunali di localizzazioni che ogni Comune deve predisporre in base agli indirizzi emanati dalle rispettive Regioni, sentite le associazioni di categoria e le associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative.</p>
<p><strong>Subingresso</strong><br />
Nel caso invece si subentri  (<strong>subingresso</strong>) in un esercizio già esistente, oltre all&#8217;avvenuta cessione dell&#8217;attività (comprovata da atto notarile), è necessaria la presentazione di una domanda per il rilascio dell’autorizzazione.  Il subentrante già in possesso dei requisiti professionali alla data di acquisto del titolo, può iniziare l&#8217;attività immediatamente dopo aver presentato al Comune la dichiarazione di inizio attività.</p>
<p>Il modulo di domanda per il rilascio di questa autorizzazione deve essere chiesto al Comune nel cui territorio si intende aprire l&#8217;attività.</p>
<p>Le domande, le dichiarazioni e le comunicazioni previste per il rilascio dell’autorizzazione devono essere redatte utilizzando l<strong>&#8216;apposita modulistica </strong>approvata dal Comune sulla base delle disposizioni regionali.</p>
<p>Il rilascio di autorizzazione per l’apertura di un nuovo esercizio di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande è subordinato all&#8217;osservanza dei criteri e parametri di programmazione, per l&#8217;insediamento sul territorio comunale,  di nuove attività di somministrazione:</p>
<p><strong>RILASCIO AUTORIZZAZIONE</strong><br />
L’autorizzazione per l’apertura di un nuovo esercizio di somministrazione viene rilasciata previo:</p>
<ul>
<li> esito favorevole dell’istruttoria. L a comunicazione dell’esito viene inviata per raccomandata R/R al richiedente entro 45 giorni dal ricevimento dell’istanza,</li>
<li>acquisizione della documentazione eventualmente richiesta,</li>
<li>verifica del possesso dei requisiti morali e professionali,</li>
<li>verifica d’ufficio della sorvegliabilità dei locali (ai sensi  del D.M. 17/12/92 N. 564) e della loro agibilità con destinazione d’uso commerciale</li>
</ul>
<p>L’attività di somministrazione alimenti e bevande deve essere esercitata nel rispetto delle vigenti norme in materia igienico-sanitaria, edilizia, urbanistica, di sicurezza e di destinazione d&#8217;uso dei locali.</p>
<p><strong>REQUISITI RICHIESTI</strong>:<br />
I requisiti necessari per il rilascio dell&#8217;autorizzazione amministrativa per la somministrazione di alimenti e bevande sono:</p>
<ul>
<li> Requisiti indicati dall’articolo 5 del D.Leg. 8 agosto 1994 n. 490 (antimafia);</li>
<li><strong>Requisiti professionali</strong> (cambiano a seconda della Regione) che devono essere posseduti: dal titolare in caso di Ditta Individuale, dal Legale Rappresentante in caso di Società. Nel caso in cui il Legale Rappresentante fosse sprovvisto dei requisiti professionali richiesti deve essere nominato, ai sensi dell&#8217;art. 2209 del C.C., un procuratore in possesso dei requisiti, al quale deve essere conferita l&#8217;effettiva conduzione dell&#8217;esercizio.</li>
<li>iscrizione nel Registro delle imprese presso la Camera di Commercio;</li>
<li>per gli stranieri, permesso di soggiorno in corso di validità;</li>
</ul>
<p><strong>DICHIARAZIONE INIZIO ATTIVITA’ (DIA)</strong><br />
La presentazione al Comune della dichiarazione/denuncia di inizio attività abilita l&#8217;esercente, sussistendone i presupposti ed i requisiti, ad intraprendere l&#8217;attività, fatto salvo il rispetto dei termini procedimentali previsto da altre disposizioni che disciplinano la materia. Il modulo di domanda DIA deve essere chiesto al Comune nel cui territorio si intende aprire l&#8217;attività</p>
<p><strong>COMUNE DI MILANO</strong></p>
<p>Presso il Comune di Milano, per<a title="Sito del Comune di Milano" href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/contentlibrary/Ho%20bisogno%20di/Ho%20bisogno%20di/Aprire%20attivita%20di%20pubblico%20esercizio&amp;categId=com.ibm.workplace.wcm.api.WCM_Category/IT_CAT_Bisogni_02_01/05ee3c00446e018ab919bbd36d110d8a/false&amp;categ=IT_CAT_Bisogni_02_01&amp;type=content" target="_blank"> ottenere il rilascio dell’autorizzazione iniziale </a>per la somministrazione di alimenti e bevande in un pubblico esercizio è necessario presentare domanda:</p>
<ul>
<li> in duplice copia a COMUNE DI MILANO &#8211; Protocollo Generale &#8211; Via Larga, 12 – piano terra (lun. – ven. 8,30 &#8211; 15,30  &#8211;  sabato 8,45 – 12,00)</li>
</ul>
<p>oppure:</p>
<ul>
<li> in duplice copia a COMUNE DI MILANO &#8211; Direzione Centrale Attività Produttive – Settore Commercio – Servizio Pianificazione e Sviluppo &#8211; Via Larga, 12 &#8211; terzo piano &#8211; stanza 325 &#8211; (lun. &#8211; ven. 8,30 &#8211; 12,00)</li>
</ul>
<p>oppure:</p>
<ul>
<li> invio postale tramite raccomandata R/R; in tal caso trattenere presso l’esercizio copia della domanda allegandovi prova del ricevimento (cartolina r.r.).</li>
</ul>
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		<title>Coworking: l&#039;ufficio condiviso per professionisti &quot;soli&quot;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 16:50:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele.bellomo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Novità imprenditoriali]]></category>
		<category><![CDATA[agenti di commercio]]></category>
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		<description><![CDATA[Il mondo sta cambiando in tutti i suoi aspetti, anche nel modo di lavorare. Una delle ultime novità per quei professionisti abituati a lavorare in solitudine (consulenti, lavoratori da casa, agenti di commercio) è rappresentata dal cosiddetto coworking, un nuovo modo di condividere gli spazi di lavoro con altre persone (socializzando e magari scoprendo nuove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.prontoazienda.com/files/2009/03/coworking.jpg"><img class="size-full wp-image-529 aligncenter" title="coworking" src="http://www.prontoazienda.com/files/2009/03/coworking.jpg" alt="coworking" width="484" height="363" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Il mondo sta cambiando in tutti i suoi aspetti, anche nel modo di lavorare. Una delle ultime novità per quei professionisti abituati a lavorare in solitudine (<strong>consulenti, lavoratori da casa, agenti di commercio</strong>) è rappresentata dal cosiddetto <em><strong><a title="Wikipedia: coworking" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coworking" target="_blank">coworking</a></strong>,</em> un nuovo modo di condividere gli spazi di lavoro con altre persone (socializzando e magari scoprendo nuove opportunità di affari) e, perchè no, risparmiare sui costi di affitto di uno studio o di una normale stanza di appoggio singola.</p>
<p style="text-align: justify">In Italia, le strutture che si sono attrezzate per favorire questa nuova pratica di lavoro sono per ora 3: una a <a title="Cowo - Milano" href="http://coworkingmilano.com/" target="_blank">Milano</a>, una a <a title="La Pillola 400, coworking a Bologna" href="http://www.lapillola.net/" target="_blank">Bologna</a> e l&#8217;ultima in ordine di tempo a <a title="coworking a Roma" href="http://www.06blog.it/post/4723/coworking-a-roma-con-7th-floor-arriva-la-scrivania-in-affitto" target="_blank">Roma</a>. Questi spazi dispongono di tutto il necessario per la vita lavorativa: <strong>postazioni </strong>in open spaces e <strong>stanze per riunioni</strong>, connessioni <strong>wi-fi</strong> e reti <strong>ethernet</strong>, <strong>stampanti</strong>, <strong>fax</strong>, <strong>fotocopiatrici</strong>, <strong>scanner</strong>, <strong>cancelleria</strong> e mobili per l&#8217;archiviazione di documenti, oltre che spazi di <strong>relax</strong> e di <strong>ristoro</strong>. Praticamente: ci si porta un computer portatile e si ha a disposizione, anche solo per 2 ore, un vero e proprio ufficio. Manca solo la segretaria a tempo, ma state sicuri che se questa pratica avrà successo arriverà presto anche quella!</p>
<p style="text-align: justify">Un successo che comunque, se arriverà, sarà legato non tanto al fattore del risparmio (che indubbiamente c&#8217;è) o della semplificazone della vita (praticamente non ci si deve occupare di niente, se non di lavorare) quanto al fattore del <strong>recupero del rapporto umano</strong> e delle sinergie positive che potrebbero crearsi quando dei professionisti lavorano individualmente ma condividendo lo stesso spazio fisico.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>bboxx, il chiosco mobile per tutte le esigenze</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 08:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele.bellomo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Novità imprenditoriali]]></category>
		<category><![CDATA[affitto]]></category>
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		<description><![CDATA[In piena coerenza con le tendenze del momento al nomadismo ed al temporaneo, un&#8217;azienda tedesca propone bboxx, un chiosco mobile per la vendita, personalizzabile e disponibile sia per l&#8217;acquisto che per l&#8217;affitto. Il modulo del chiosco si basa su di un cilindro al quale si possono aggiungere una serie di installazioni (terrazzino sul tetto, differenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-full wp-image-169" title="bboxx" src="http://www.prontoazienda.com/files/2008/12/bboxx.jpg" alt="bboxx" width="357" height="308" /></p>
<p style="text-align: justify">In piena coerenza con le tendenze del momento al nomadismo ed al temporaneo, un&#8217;azienda tedesca propone <a title="bboxx, personalizza il tuo chiosco" href="http://www.bboxx.de" target="_blank"><strong>bboxx</strong></a>, un <strong>chiosco mobile</strong> per la vendita, personalizzabile e disponibile sia per l&#8217;acquisto che per l&#8217;affitto.</p>
<p style="text-align: justify">Il modulo del chiosco si basa su di un cilindro al quale si possono aggiungere una serie di installazioni (<strong>terrazzino</strong> sul tetto, differenti <strong>tipi di scale</strong>, <strong>porte</strong>, <strong>finestre</strong>, <strong>pavimenti</strong> e <strong>colori</strong>) per personalizzarne l&#8217;aspetto a seconda delle esigenze. Il tutto avviene online, tramite un&#8217;anteprima digitale visibile direttamente sul sito tramite il <a title="bboxx-configurator" href="http://www.bboxx.de/index.cfm?id=1058&amp;ln=uk" target="_blank"><strong>bboxx-configurator</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify">Il modello scelto può essere direttamente <strong>acquistato</strong> (il modello base parte da un costo di 14.000 euro) o <strong>affittato</strong> (l&#8217;opzione base è di 116 euro al giorno per due settimane) per un periodo che prevede anche la singola giornata!</p>
<p style="text-align: justify">Da quando l&#8217;iniziativa è stata lanciata nel 2006 a Berlino, le installazioni di questi chioschi si sono moltiplicate in tutta la Germania, arrivando fino in Svizzera e a Londra. Nel 2008 <strong>bboxx</strong> è stato premiato al <a href="http://www.marketingclubberlin.de/content/view/210/1/" target="_blank"><strong>M-Berlin marketing award</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify">Un&#8217;ozpione interessante per chi vuole sperimentare &#8220;il brivido&#8221; della vendita diretta, anche solo per pochi giorni.</p>
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		<title>Arredare l&#039;ufficio secondo il Feng Shui</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 13:28:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Feng Shui, l&#8217;antica arte geomantica taoista cinese, studiando le energie dei vari luoghi abitativi ed il loro rapporto con le persone che li abitano, ricerca la più completa armonia. Quest&#8217;arte risale almeno a 4mila anni fa e si basa sul principio che l’uomo influenza e viene influenzato dall’ambiente in cui vive o lavora. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/11/ufficio-feng-shui.jpg"><img class="size-medium wp-image-109 aligncenter" title="ufficio-feng-shui" src="http://www.prontoazienda.com/wp-content/uploads/2008/11/ufficio-feng-shui-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>Feng Shui</strong>, l&#8217;antica arte geomantica taoista cinese, studiando le energie dei vari luoghi abitativi ed il loro rapporto con le persone che li abitano, ricerca la più completa armonia. Quest&#8217;arte risale almeno a 4mila anni fa e si basa sul principio che <strong>l’uomo influenza e viene influenzato dall’ambiente in cui vive o lavora</strong>. La sua applicazione più diffusa è quella agli ambienti di casa, ma anche quella al posto di lavoro non deve essere sottovalutata. Sul luogo di lavoro, infatti, passiamo gran parte della giornata e quindi una considerevole porzione di vita.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;ufficio è il luogo di lavoro quotidiano per la maggior parte delle persone ed è per questo che è essenziale creare in quest&#8217;ambiente, attraverso la disciplina del Feng Shui, armonia e benessere.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>POSIZIONE UFFICIO</strong></p>
<ul style="text-align: justify">
<li> Gli uffici dovrebbero essere sempre ubicati in un posto tranquillo, ma in una zona di grande traffico, come ad esempio potrebbe essere una strada vicino ad un incrocio molto frequentato oppure il piano superiore di un edificio con negozi a livello della strada. Mentre l&#8217;energia presente in un incrocio rappresenta un problema per un&#8217;abitazione, tale non è per un ufficio basato sull&#8217;afflusso di clienti, che beneficia invece di un così consistente movimento energetico.</li>
<li><strong>Nessun edificio commerciale deve nascere come unità a sé stante</strong> ma deve integrarsi in modo armonioso con le costruzioni presenti nell&#8217;area.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><strong>ARREDAMENTO UFFICIO</strong><br />
Una buona disposizione degli spazi all&#8217;interno dell&#8217;ufficio è alla base dell&#8217;armonia.</p>
<ul style="text-align: justify">
<li> Se l&#8217;ufficio ha un atrio di ingresso, questo non deve essere troppo stretto. Nel caso in cui sia invece stretto si può rimediare sistemando in modo corretto degli specchi in modo da farlo sembrare più largo.</li>
<li>La posizione della scrivania è molto importante all&#8217;interno dell&#8217;ufficio. La collocazione ideale è <strong>l&#8217;angolo di fronte alla porta</strong>, in modo che la schiena sia protetta, abbia cioè una buona <em>Tartaruga</em>, un muro o una struttura che protegga le spalle e la possibilità di controllare sempre la porta e la finestra;</li>
<li>Per aumentare il senso di protezione è consigliabile appendere al muro dietro la scrivania un <strong>quadro o una fotografia </strong>che abbia come soggetto <strong>delle montagne</strong>;</li>
<li>Non è consigliabile sedere con una finestra alle spalle perché si insinua la sensazione di essere senza sostegno;</li>
<li>Mettere la scrivania in modo che la mano che scrive riceva luce dalla parte opposta</li>
<li>Sistemare la scrivania a seconda dell&#8217;attività che si svolge in quanto, ciascuna posizione attiva un certo tipo di energie;</li>
<li>Di fronte alla scrivania ci deve essere spazio per consentire al Ch&#8217;i, l&#8217;energia vitale, di circolare liberamente, quindi niente sedie ecc. ad ostruire il passaggio;</li>
<li>Nella parete di fronte, invece, è bene appendere un quadro interessante come un&#8217;immagine allegra;</li>
<li>Anche la forma della scrivania riveste la sua importanza perché può essere determinante: di <strong>forma rotonda</strong>, a semicerchio o ovale favorisce la creatività; <strong>di forma lineare </strong>è adatta per lavori formali, riflessivi e analitici;</li>
<li>Si deve evitare di tenere in ufficio cactus e piante con le spine perché l&#8217;attività lavorativa potrebbe essere colpita da problemi.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Come arredare le stanze della propria abitazione con il Feng Shui? Di seguito alcuni consigli:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li><strong><a title="la camera da letto secondo il Feng Shui" href="http://www.casahelp.com/2008/11/la-camera-da-letto-secondo-il-feng-shui/trackback/" target="_blank">La camera da letto secondo il Feng Shui</a></strong></li>
<li><a title="Bagno Feng Shui" href="http://www.bellisubito.com/2008/11/16/armonia-e-benessere-con-una-stanza-da-bagno-feng-shui/trackback/" target="_blank"><strong>Armonia e Benessere con una stanza da bagno Feng Shui</strong></a></li>
<li><strong><a title="Come arredare una cucina Feng Shui" href="http://www.casahelp.com/2007/12/la-disciplina-feng-shui-per-una-cucina-in-armonia/trackback/" target="_blank">La disciplina feng shui per una cucina in armonia</a></strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify">
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Consigli per aprire un negozio di detersivi alla spina</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/aprire-attivita/consigli-per-aprire-un-negozio-di-detersivi-alla-spina/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 16:42:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un business nuovo ed interessante, che cavalca l&#8217;onda della diffusione dei prodotti sfusi, è l&#8217;apertura di un negozio di detersivi alla spina . Questa forma di rispetto ambientale sta comparendo un po&#8217; ovunque, su tutto il territorio italiano, tanto che anche grandi catene distributive, come Coop e Crai (quest&#8217;ultima con gli Eco Point Crai) non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/11/detersivi-alla-spina.jpg"><img class="size-medium wp-image-113 aligncenter" title="detersivi-alla-spina" src="http://www.prontoazienda.com/wp-content/uploads/2008/11/detersivi-alla-spina-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Un business nuovo ed interessante, che cavalca l&#8217;onda della diffusione dei <strong>prodotti sfusi</strong>, è l&#8217;apertura di un negozio di <strong><a title="Cosa sono i detersivi alla spina?" href="http://www.casahelp.com/2008/09/rispetta-la-natura-con-i-detersivi-alla-spina/trackback/" target="_blank">detersivi alla spina</a></strong> . Questa forma di rispetto ambientale sta comparendo un po&#8217; ovunque, su tutto il territorio italiano, tanto che anche grandi catene distributive, come <strong>Coop</strong> e <strong>Crai </strong>(quest&#8217;ultima con gli <strong><a title="Risparmia e proteggi l'ambiente con gli eco point crai" href="http://www.gastronomia-online.com/2008/09/08/risparmia-e-proteggi-lambiente-con-gli-eco-point-crai/trackback/" target="_blank">Eco Point Crai</a></strong>) non si sono fatti sfuggire questo trend, predisponendo erogatori di prodotti sfusi all&#8217;interno dei loro punti vendita. L&#8217;idea è buona e potrebbe rivelarsi molto redditizia.</p>
<p style="text-align: justify">Sono molti, infatti, i consumatori che si stanno interessando a questa nuova forma di risparmio e di rispetto per l&#8217;ambiente. Prima di tutto, si acquista un solo contenitore di plastica da riempire con il detersivo sfuso, invece, che uno ogni volta (e questo comporta una diminuzione notevole del consumo di plastica pro-capite) e poi i detersivi alla spina hanno un prezzo nettamente più vantaggioso rispetto al detersivo tradizionale e consentono di diminuire gli sprechi sia per quanto concerne l&#8217;acqua (850 gr ogni chilo di plastica risparmiata), sia per quanto riguarda il petrolio (95 gr ogni chilo). Alla luce di queste considerazioni, è evidente come questi prodotti stiano riscuotendo un grande successo nel nostro paese.</p>
<p style="text-align: justify">Per <strong>aprire un punto vendita di detersivi alla spina</strong> ci si può rivolgere ad un franchising come <em><strong>Saponando</strong></em>. Sul sito <strong><a title="Sito di Saponando" href="http://www.saponando.it/" target="_blank">Saponando.it</a></strong> fornisce le informazioni su come iniziare un&#8217;attività di questo tipo. Basta contattarli utilizzando il modulo del menu &#8220;Diventa dei nostri&#8221;. In questo modo si riceveranno tutte le informazioni che si desiderano. E&#8217; possibile inoltre contattarli ai numeri telefonici dei responsabili del franchising (368.7390288 o 335.6578082). In ogni caso, si devono preventivare <strong>almeno 30mila euro</strong> di spesa, che comprendono 14 erogatori, il materiale pubblicitario e 12mila euro di detersivi, per avere un negozio monomarca Saponando.</p>
<p style="text-align: justify">Per chi invece ha già un&#8217;attività avviata di casalinghi, l&#8217;azienda veronese <strong>Mille Bolle Point</strong>, dà la possibilità di fare un corner con i loro prodotti <strong>al prezzo di 2mila euro</strong>, composto da 6-8 rubinetti. I detersivi costano circa 600 euro ogni mille chili. Inoltre, collegandosi al sito dell&#8217;azienda <strong><a title="Sito Mille Bolle Point" href="http://millebolle.iport.it/" target="_blank">Millebolle.iport.it</a></strong> si possono visionare i punti vendita per vedere se la propria è un&#8217;area scoperta.</p>
<p style="text-align: justify">Altri produttori di detersivi sfusi, a cui ci si può rivolgere per avere informazioni in merito, sono:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li><strong><em>Lympha</em></strong> su<strong> <a title="Sito di Lympha" href="http://www.lympha.eu/index.php?id=1" target="_blank">www.lympha.eu</a></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify">
<li> <em><strong>AQSystem</strong></em> su<strong> <a title="Sito di AQSystem" href="http://www.detersiviallaspina.it/" target="_blank">www.detersiviallaspina.it</a></strong></li>
</ul>
<p><strong>AGGIORNAMENTI</strong></p>
<p style="text-align: left"><span style="color: #0000ff">Visti i numerosi commenti ricevuti ci pare doveroso ribadire come Pronto Azienda non sia in grado di dare i chiarimenti da voi richiesti in quanto il nostro sito fornisce esclusivamente informazioni generali. Considerazioni di questo tipo, invece, richiedono indicazioni precise sul tipo di attività, sulla zona di competenza e via dicendo e sono comunque soggette a valutazioni di mercato e personali cose di cui noi non ci occupiamo, anche se ci piacerebbe.</span><strong><br />
</strong></p>
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		<item>
		<title>Aprire un&#039;attività di autorimessa: documenti e normativa</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 18:01:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aprire attività]]></category>
		<category><![CDATA[attività commerciale]]></category>
		<category><![CDATA[attività di autorimessa]]></category>
		<category><![CDATA[Autorimesse private]]></category>
		<category><![CDATA[D.I.A.]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazione di inizio attività]]></category>
		<category><![CDATA[requisiti soggettivi]]></category>

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		<description><![CDATA[La gestione di un ricovero per auto e moto non è considerata attività artigianale ma rientrare nel settore commerciale/terziario. Il presupposto principale per l&#8217;esercizio dell&#8217;attività di autorimessa è la disponibilità di un posto adeguato alla stessa che deve rispettare la normativa urbanistica e quella relativa alla destinazione d&#8217;uso. Le rimesse possono essere sia private sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/11/autorimessa.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-103" title="autorimessa" src="http://www.prontoazienda.com/wp-content/uploads/2008/11/autorimessa-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a></p>
<p style="text-align: justify">La gestione di un ricovero per auto e moto non è considerata attività artigianale ma rientrare nel settore commerciale/terziario. Il presupposto principale per l&#8217;esercizio dell&#8217;<strong>attività di autorimessa </strong>è la disponibilità di un posto adeguato alla stessa che deve rispettare la normativa urbanistica e quella relativa alla destinazione d&#8217;uso. Le <strong>rimesse possono essere sia private sia pubbliche</strong> a seconda che queste abbiano, nel primo caso, un ingresso limitato oppure, nel secondo, un ingresso libero.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>AUTORIMESSE PRIVATE</strong><br />
Nel caso di autorimesse private i locali devono avere la prescritta<strong> destinazione d’uso</strong>. Qualche volta può essere autorizzata anche una rimessa su un&#8217;area pubblica, a condizione  che l’interessato abbia ottenuto la prescritta<strong> concessione di suolo pubblico</strong>. Le rimesse private possono essere sia all&#8217;aperto che al chiuso. Le rimesse chiuse devono essere conformi a quanto previsto dalla normativa vigente in materia di prevenzione di incendi (D.M. 4 maggio 1998). Sono esclusi dalla normativa gli spazi su area pubblica.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>AUTORIMESSE PUBBLICHE</strong><br />
Nel caso di autorimesse commerciali pubbliche con ingresso libero lo spazio prescelto deve essere conforme alle destinazioni vigenti di P.R.G.C. (Piano Regolatore Generale Comunale).</p>
<p style="text-align: justify"><strong>REQUISITI PER LO SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITÀ</strong><br />
L&#8217;Ufficio licenze Ex P.S., su richiesta dell&#8217;interessato, verifica i <strong>requisiti soggettivi</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li>insussistenza di condanne penali, con sentenze passate in giudicato, per delitti non colposi, a pene restrittive della libertà personale per un periodo complessivo superiore a 2 anni e salvi i casi di riabilitazione.</li>
<li>insussistenza di cause di divieto, di decadenza o di sospensione previste dall’articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575 “<strong>Disposizioni contro la mafia</strong>” e successive modificazioni.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">E i <strong>requisiti oggettivi</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li>DIAP -  Dichiarazione Inizio Attività Produttiva,</li>
<li>prevenzione incendi</li>
<li>destinazione urbanistica,</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">tutti autocertificati e autodichiarati dallo stesso interessato</p>
<p style="text-align: justify"><strong>COSA FARE PER INIZIARE L’ATTIVITÀ </strong><br />
Per aprire un&#8217;attività di autorimessa è necessario disporre della <strong>D.I.A.</strong>, la <strong>dichiarazione di inizio attività</strong>, da presentare, debitamente compilata, al Comune dove avrà sede l&#8217;attività. Il Comune trasmetterà, entro cinque giorni dal ricevimento, copia della denuncia di inizio attività al Prefetto. Quest&#8217;ultimo entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione può vietare o sospendere l&#8217;esercizio dell&#8217;attività, nei casi previsti dall&#8217;art. 11, c.2,  R.D. 73/31.<br />
Non si deve più presentare la dichiarazione di prosecuzione annuale dell’attività.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>NORMATIVA DI RIFERIMENTO</strong></p>
<ul style="text-align: justify">
<li>D.P.R. 19.12.2001 n. 481 “Regolamento recante semplificazione del procedimento di autorizzazione per l’esercizio dell’attività di noleggio di veicoli senza conducente.</li>
<li>D.Lgs 30 aprile 1992 n. 285 “Codice della strada”.</li>
<li>Legge 7 agosto 1990 n. 241.</li>
<li>D.M. 4 maggio 1998,</li>
<li>Norme e disposizioni comunali.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Per chi è di Milano, tutta la modulistica si può reperire sulla pagina preposta dal Comune di Milano sul proprio sito <strong><a title="Modulistica per aprire attività" href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/searchresultdetail?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/ho+bisogno+di/ho+bisogno+di/aprire+una++attivita+di+autorimessa++autoparcheggio+a+cielo+aperto" target="_blank">www.comune.milano.it</a> </strong>da presentare in carta semplice</p>
<p style="text-align: justify"><strong>AL SETTORE COMMERCIO</strong> – Servizio licenze di spettacolo, agenzie, attività ricettive -<br />
Ufficio Licenze ex P.S.<br />
Via Larga 12 – 3° piano Stanza 382<br />
Dal Lunedì al Venerdì – dalle 8.30 alle 12.00 oppure:</p>
<p style="text-align: justify"><strong>AL PROTOCOLLO GENERALE</strong><br />
Via Larga 12 – Salone Piano Terra<br />
Dalle ore 8.30 alle ore 15.30 dal Lunedì al Venerdì.<br />
Dalle ore 8.45 alle ore 12.00 nella giornata di Sabato.</p>
<p style="text-align: justify">Altri post sul mio blog su come <strong>aprire un&#8217;attività commerciale</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li><strong><a title="Consigi su come aprire un'edicola" href="http://www.prontoazienda.com/2008/05/21/semplici-consigli-per-aprire-unedicola/trackback/" target="_blank">Semplici consigli per aprire un&#8217;edicola</a></strong></li>
<li><strong><a title="Consigli per aprire una Spa" href="http://www.prontoazienda.com/2008/03/10/aprire-una-spa-per-un-business-sicuro/trackback/" target="_blank">Aprire una Spa per un business sicuro</a></strong></li>
<li><strong><a title="Consigli per diventare un affittacamere" href="http://www.prontoazienda.com/2008/04/15/consigli-per-diventare-un-affittacamere/trackback/" target="_blank">Consigli per diventare un affittacamere</a></strong></li>
<li><strong><a title="Consigli su come aprire un negozio online" href="http://www.prontoazienda.com/2007/11/19/il-business-per-tutti-le-commerce/trackback/" target="_blank">Aprire un negozio su internet</a></strong></li>
<li><strong><a title="Consigli per Aprire una pubblicazione online" href="http://www.prontoazienda.com/2007/06/19/qualche-consiglio-per-fare-informazione-in-rete/trackback/" target="_blank">Qualche consiglio per fare informazione in rete</a></strong></li>
<li><strong><a title="Consigli per aprire un Bed &amp; Breakfast" href="http://www.prontoazienda.com/2007/05/28/aprire-un-bed-breakfast/trackback/" target="_blank">Aprire un Bed &amp; Breakfast</a></strong></li>
<li><strong><a title="Come diventare Franchisee" href="http://www.prontoazienda.com/2007/06/12/come-diventare-franchisee/trackback/" target="_blank">Come diventare Franchisee</a></strong></li>
</ul>
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		<title>Semplici consigli per aprire un&#039;edicola</title>
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		<pubDate>Wed, 21 May 2008 06:55:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aprire attività]]></category>
		<category><![CDATA[edicola]]></category>
		<category><![CDATA[modulistica]]></category>
		<category><![CDATA[piano comunale localizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[richiesta comune]]></category>
		<category><![CDATA[vendita quotidiani]]></category>

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		<description><![CDATA[Per aprire un’edicola occorre attenersi a quanto disposto dal D. Lgs. 24 aprile 2001, n. 170 che regola il sistema di diffusione della stampa quotidiana e periodica. Nel decreto vengono indicati due tipi diversi di esercizio dell’attività di vendita al dettaglio: i punti vendita esclusivi (le edicole tradizionali) – quelli che sono tenuti alla vendita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/05/edicola.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-59" title="edicola" src="http://www.prontoazienda.com/wp-content/uploads/2008/05/edicola-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Per aprire un’edicola occorre attenersi a quanto disposto dal <a href="http://www.parlamento.it/leggi/deleghe/01170dl.htm" target="_blank"><strong>D. Lgs. 24 aprile 2001, n. 170 </strong></a>che regola il sistema di diffusione della stampa quotidiana e periodica. Nel decreto vengono indicati due tipi diversi di esercizio dell’attività di vendita al dettaglio:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li><strong>i punti vendita esclusivi</strong> (le edicole tradizionali) – quelli che sono tenuti alla vendita generale di quotidiani e periodici, come previsto nel <em>piano comunale di localizzazione</em>;</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify">
<li>i<strong> punti vendita non esclusivi </strong>- gli esercizi che sono autorizzati alla vendita di quotidiani o periodici,  ma la cui vendita principale è di altri tipi di merce. In questo caso l’edicola si trova all’interno di tabaccherie, di stazioni di carburante, nelle librerie, nei bar o negli esercizi a prevalente specializzazioni di vendita, come le agenzie di viaggio o i negozi di abbigliamento, ma con esclusivo riferimento alla vendita delle riviste del medesimo settore.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><strong>INIZIARE L’ATTIVITA</strong>’<br />
Per iniziare un’attività di vendita di quotidiani e periodici è necessario richiedere il permesso all’Ufficio comunale di pertinenza dell’esercizio di vendita, che viene concesso in base alla densità degli abitanti e al numero di edicole presenti. E’ lo stesso Comune ad indicare al richiedente i documenti necessari in base al proprio piano di localizzazione dei punti vendita di giornali e ad eventuali bandi per nuove aperture.  Per le nuove apertura, infatti, è necessario rientrare nei piani comunali di localizzazioni che ogni Comune deve predisporre in base agli indirizzi emanati dalle rispettive Regioni.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>REQUISITI DELLA DOMANDA</strong><br />
Nella domanda, l’interessato, se si tratta di ditta individuale, o il legale rappresentate, se si tratta di società, deve dichiarare di essere in possesso dei<strong> requisiti morali </strong>richiesti all’5 comma 2° del D. Lgs. n° 114/1998, l’<strong>ubicazione esatta e la superficie di vendita</strong> dell’esercizio, l’eventuale <strong>affidamento della gestione</strong> a terzi, con i dati anagrafici di questi, il <strong>certificato di agibilità</strong> dei locali o comunicazione degli estremi dello stesso e la <strong>sussistenza della distanza minima</strong> fissata per quella zona.</p>
<p style="text-align: justify">La domanda si considera accolta quando non viene comunicato all’interessato il <em>provvedimento di diniego</em>, entro 60 giorni dalla data di ricevimento della stessa. La domanda deve essere assolutamente completata in tutti i suoi elementi e corredata dalla documentazione richiesta.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>COSA FARE QUANDO SI E’ OTTENUTO IL VIA LIBERA</strong><br />
Quando è stato ottenuto il permesso dal Comune si deve contattare la <strong>Fieg </strong>– <strong><em>Federazione Italiana Editori Giornali</em></strong> (tel 064881683, www.fieg.it) per farsi dare il nome del distributore locale di zona. A questo punto basta solo contattare il distributore per la consegna dei quotidiani e delle riviste.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>QUANDO NON E’ NECESSARIA L’AUTORIZZAZIONE</strong><br />
Ci sono alcune eccezioni per quanto concerne la necessità dell’autorizzazione da parte del Comune. In questi casi tale autorizzazione non è richiesta:</p>
<ol style="text-align: justify">
<li>per la vendita nelle sedi dei partiti, enti, chiese, comunita&#8217; religiose, sindacati associazioni, di pertinenti pubblicazioni specializzate;</li>
<li>per la vendita ambulante di quotidiani di partito, sindacali e religiosi, che ricorrano all&#8217;opera di volontari a scopo di propaganda politica, sindacale o religiosa;</li>
<li>per la vendita nelle sedi delle societa&#8217; editrici e delle loro redazioni distaccate, dei giornali da esse editi;</li>
<li>per la vendita di pubblicazioni specializzate non distribuite nelle edicole;</li>
<li>per la consegna porta a porta e per la vendita ambulante da parte degli editori, distributori ed edicolanti;</li>
<li>per la vendita in alberghi e pensioni quando essa costituisce un servizio ai clienti;</li>
<li>per la vendita effettuata all&#8217;interno di strutture pubbliche o private rivolta unicamente al pubblico che ha accesso a tali strutture.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify"><strong>LEGGE BERSANI</strong><br />
Nel decreto Bersani le edicole non sono prese in considerazione. Le liberalizzazioni riguardano solo quelle contemplate del decreto stesso mentre la rete di vendita è ancora regolata dal Dlgs 170 del 2001.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>AGGIORNAMENTI</strong></p>
<p style="text-align: left"><span style="color: #0000ff">Visti i numerosi commenti ricevuti ci pare doveroso ribadire come Pronto Azienda non sia in grado di dare i chiarimenti da voi richiesti in quanto il nostro sito fornisce esclusivamente informazioni generali. Considerazioni di questo tipo, invece, richiedono indicazioni precise sul tipo di attività, sulla zona di competenza e via dicendo e sono comunque soggette a valutazioni di mercato e personali, cose di cui noi non ci occupiamo.</span></p>
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		<item>
		<title>Aprire una Spa per un business sicuro</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/aprire-attivita/aprire-una-spa-per-un-business-sicuro/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 17:04:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aprire attività]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[centro benessere]]></category>
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		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[franchising]]></category>
		<category><![CDATA[salus per aquam]]></category>
		<category><![CDATA[spa]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo i dati di Movimprese negli ultimi sei anni, centri estetici, istituti di bellezza e spa hanno avuto un tasso di crescita senza precedenti, con un aumento del 70% negli investimenti (Movimprese “è l&#8217;analisi statistica trimestrale della nati-mortalità delle imprese condotta da InfoCamere, per conto dell&#8217;Unioncamere, sugli archivi di tutte le Camere di Commercio italiane”). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a title="spa5.jpg" href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/03/spa5.jpg"><img src="http://www.prontoazienda.com/files/2008/03/spa5.jpg" alt="spa5.jpg" width="418" height="280" /></a></p>
<p>Secondo i dati di <a href="http://www.infocamere.it/movimprese.htm" target="_blank"><em><strong>Movimprese</strong></em></a> negli ultimi sei anni, centri estetici, istituti di bellezza e spa hanno avuto un tasso di crescita senza precedenti,<strong> con un aumento del 70% negli investimenti</strong> (Movimprese “è l&#8217;analisi statistica trimestrale della nati-mortalità delle imprese condotta da InfoCamere, per conto dell&#8217;Unioncamere, sugli archivi di tutte le Camere di Commercio italiane”). Cavalcare questo boom è quasi d’obbligo per chi ha un capitale da investire e voglia di guadagnare velocemente. Aprire una spa non è una cosa semplice, però, e necessita di una rigorosa attenzione nei confronti dell’iter burocratico. La cosa principale da sapere, anche se a qualcuno potrà apparire scontata, è che <strong>il diploma di estetista è assolutamente necessario</strong> per aprire un’attività di questo genere. Se non si è in possesso di un titolo di questo tipo si deve ottenere frequentando un <strong>corso regionale di qualificazione</strong>, che dura due anni e solitamente costa da 3mila a 5mila euro e<strong> uno di specializzazione</strong>. Questo anno di formazione può essere sostituito con <strong>uno stage di un anno in un centro estetico</strong>. Passato questo periodo di formazione, per ottenere il titolo d’estetista, è necessario sostenere un esame di abilitazione davanti ad una commissione regionale.</p>
<p>La prima cosa da fare per mettersi in proprio è trovare <strong>una struttura adatta ad ospitare un istituto di bellezza</strong>. Per aprire una urban spa, come quelle che si trovano nei centri cittadini, occorrono almeno 170 metri quadrati ed un capitale minimo di 50mila euro. Un centro benessere o Spa si differenzia da un centro estetico per la presenza di trattamenti e percorsi in acqua (Spa è l’acronimo latino di Salus per Aquam cioè salute per mezzo dell’acqua). L’acqua termale, le vasche, il bagno turco, le docce idromassaggio sono necessarie per offrire alla clientela tutto quello che cerca all’interno di un istituto di bellezza. Per fare ciò sono necessari spazi maggiori oltre ai permessi igienico-sanitari, imprescindibili, per altro, anche per un centro estetico.</p>
<p>Un altro requisito fondamentale è quello di essere <strong>iscritti ad un’associazione di artigiani.</strong> L’associazione fornirà un utile sostegno in materia di consulenza sulle agevolazioni finanziarie previste. Sul sito www.beautyandwellness.it è possibile <strong>consultare le normative e l’iter da seguire.</strong> La maggior parte delle persone che decidono di aprire una Spa, comunque, lo fanno attraverso un <a href="http://www.prontoazienda.com/2007/06/12/come-diventare-franchisee/" target="_blank"><strong><em>franchising</em></strong></a> sfruttando la sicurezza di un marchio consolidato e la sua comprovata consulenza. Per sapere quali documenti sono necessari all’apertura di una Spa, o alla trasformazione del proprio centro estetico in una Spa ci si può rivolgere alla Camera di Commercio. Un istituto di bellezza è un’opportunità di business da prendere al volo.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come diventare franchisee</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/aprire-attivita/come-diventare-franchisee/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 07:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aprire attività]]></category>
		<category><![CDATA[agevolazioni concedibili]]></category>
		<category><![CDATA[Convenzione di accreditamento]]></category>
		<category><![CDATA[franchising]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[vantaggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prontoazienda.com/2007/06/12/come-diventare-franchisee/</guid>
		<description><![CDATA[Il franchising è un misura indicata per chi vuole avviare una nuova impresa ma non vuole partire da zero, preferendo affiliare la propria impresa ad un marchio già presente sul mercato ed affermato (prevista dal Titolo II del D. Lgs. 185/00). Chi vuole intraprendere questo tipo di attività imprenditoriale deve essere informato su alcune peculiarità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:vdBAfQHpFCbrYM:http://www.studiobiagi.it/images"><img style="margin: 0px auto 10px;width: 177px;text-align: center" src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:vdBAfQHpFCbrYM:http://www.studiobiagi.it/images" border="0" alt="" height="143" /></a>Il franchising è un misura indicata per chi vuole avviare una nuova impresa ma non vuole partire da zero, preferendo affiliare la propria impresa ad un marchio già presente sul mercato ed affermato (prevista dal Titolo II del D. Lgs. 185/00). Chi vuole intraprendere questo tipo di attività imprenditoriale deve essere informato su alcune peculiarità di questa forma diffusa e di sicuro successo. L’azienda madre o <strong><em>affiliante, franchisor</em></strong>, concede al <em><strong>franchisee, l’affiliato</strong></em>, il proprio marchio oltre all’assistenza tecnica e alla consulenza sui metodi di lavoro. Il franchisee, in cambio, si impegna a rispettare i modelli di gestione e produzione stabiliti dal franchisor. E’ possibile avviare un’attività in qualità di franchisee solo con i franchisor che hanno sottoscritto la <em><strong>Convenzione di accreditamento</strong></em> con Sviluppo Italia, la società che gestisce i sostegni all’imprenditoria. Il progetto si può proporre sia da singolo, con una ditta individuale, sia in gruppo, con un qualsiasi tipo di società (escluso però le cooperative e le società di fatto). Naturalmente queste ultime devono essere costituite in data antecedente la presentazione della domanda di ammissione alle agevolazioni.</div>
<div><span style="color:#993399"><strong>PER LE SOCIETA’</strong>:</span></div>
<div>I soci devono rispondere, almeno per la metà (sia in termini numerici che in termini di quote di partecipazione) a questi requisiti:</div>
<ul>
<li>
<div>Essere maggiorenni alla data di presentazione della domanda;</div>
</li>
<li>
<div>Non occupati alla data di presentazione;</div>
</li>
<li>
<div>Essere residenti alla data del 1° gennaio 2000 in una regione obiettivo 1 (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna), phasing out (Molise) oppure obiettivo 2 (aree del centro–nord con difficoltà strutturali) dei fondi strutturali comunitari, nonché nelle aree ammesse alla deroga di cui all’art.87.3.c) del Trattato UE e le aree che presentano rilevante squilibrio tra domanda e offerta di lavoro individuate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Anche la sede legale, amministrativa e operativa delle società deve trovarsi in questi territori oppure nei sei mesi precedenti alla data di presentazione della domanda;</div>
</li>
<li>
<div>la sede legale e operativa della società deve rientrare nei territori agevolabili;</div>
</li>
<li>
<div>le agevolazioni di cui alla misura franchising non sono rivolti a società che hanno già avviato la loro attività alla data di presentazione della domanda.</div>
</li>
</ul>
<p align="justify"><span style="color:#993399"><strong>ATTIVITA’ AGEVOLABILI</strong>:</span></p>
<ul>
<li>
<div>produzione e commercializzazione di beni</div>
</li>
<li>
<div>fornitura di servizi</div>
</li>
</ul>
<p align="justify"><strong><span style="color:#993399">AGEVOLAZIONI CONCEDIBILI</span></strong></p>
<p align="justify">Ai sensi della delibera CIPE del 9 maggio 2003, n. 16 &#8211; pubblicata sulla G.U. n. 156 dell’8 luglio 2003 &#8211; sono stati richiamati i principi di cui all’art. 72, comma 2 della legge 289 anche in merito alle gestione delle misure agevolative di cui al Titolo II del D.Lgs. 185/00; pertanto le agevolazioni concedibili per la misura Franchising – comunque entro il limite de minimis &#8211; sono le seguenti:</p>
<ul>
<li>
<div>contributo a fondo perduto e finanziamento a tasso agevolato per gli investimenti che possono coprire il 100% degli investimenti ammissibili;</div>
</li>
<li>
<div>contributo a fondo perduto sulle spese di gestione.</div>
</li>
</ul>
<p align="justify">L&#8217;importo complessivo del fondo perduto non può superare il 50% del totale dei contributi concessi, mentre l&#8217;ammontare complessivo delle agevolazioni finanziarie non può superare il limite del &#8220;de minimis&#8221;, pari a 100.000 euro.Nel primo anno di attività è previsto un servizio gratuito di consulenza e assistenza tecnica da parte di tutor specializzati.</p>
<p align="justify"><strong><span style="color:#993399">SPESE AMMISSIBILI ALLE AGEVOLAZIONI</span></strong></p>
<p align="justify">Sono ammissibili quelle, al netto dell’IVA, sostenute successivamente alla data della deliberazione di ammissione e regolarmente documentate, concernenti le seguenti voci:</p>
<ul>
<li>
<div>materie prime,</div>
</li>
<li>
<div>materiale di consumo,</div>
</li>
<li>
<div>semilavorati e prodotti finiti, nonché altri costi inerenti al processo produttivo;</div>
</li>
<li>
<div>utenze e canoni di locazione per immobili;</div>
</li>
<li>
<div>oneri finanziari;</div>
</li>
<li>
<div>prestazioni di garanzie assicurative sui beni finanziati.</div>
</li>
<li>
<div>prestazioni di servizi, solo nei casi di microimpresa e di franchising.</div>
</li>
</ul>
<p align="justify"><strong><span style="color:#993399">SPESE PER CUI NON E’ POSSIBILE BENEFICIARE DELLE AGEVOLAZIONI</span></strong></p>
<ul>
<li>
<div>acquisto di attrezzature, macchinari, impianti e allacciamenti;</div>
</li>
<li>
<div>ristrutturazione di immobili, entro il limite del 10% del totale degli investimenti;</div>
</li>
<li>
<div>acquisto di materie prime e materiale di consumo inerenti al processo produttivo;</div>
</li>
<li>
<div>utenze e canoni di affitto per immobili;</div>
</li>
<li>
<div>garanzie assicurative;</div>
</li>
<li>
<div>prestazioni di servizi.</div>
</li>
</ul>
<p align="justify"><strong><span style="color:#993399">DOMANDA PER LE AGEVOLAZIONI</span></strong></p>
<p align="justify">Si deve presentare domanda in cui è richiesto di sviluppare l&#8217;idea imprenditoriale, direttamente on-line utilizzando l&#8217;apposita modulistica (per la quale è possibile consultare il sito: <a href="http://www.sviluppoitalia.it/">http://www.sviluppoitalia.it/</a>), e successivamente inviando la stessa tramite raccomandata a.r. (senza apportare modifiche rispetto a quella trasmessa on-line e insieme agli allegati), alla sede di Sviluppo Italia – Funzione Sostegno Politiche Occupazionali – Via Boccanelli 30 – 00138 ROMA (Riferimenti normativi: Decreto legislativo 185/2000, Decreto ministeriale 295/2001).</p>
<p align="justify">Dopo che sarà stata verificata la validità formale della domanda, il progetto imprenditoriale sarà sottoposto a un processo di valutazione, per verificare l’effettiva realizzabilità dell’idea dal punto di vista tecnico, economico e finanziario. In caso di approvazione verrà stipulato il contratto.</p>
<p align="justify">Aprire un’attività in franchising comporta inoltre una serie di vantaggi evidenti rispetto a qualsiasi altra forma imprenditoriale. Se non altro è possibile avvalersi dell’esperienza e del Know-how di un marchio già affermato mantenendo però la libertà di lavorare per te stesso.</p>
<p align="justify"><strong><span style="color:#993399">VANTAGGI</span></strong></p>
<ol>
<li>
<div><strong>Riduzione del rischio di fallimento</strong>. Dal momento che un franchisor (affiliante) serio avrà testato e collaudato il business concepì sul mercato, gran parte dei difetti o delle mancanze saranno già stati risolti ed i rischi per il franchisee (affiliato) ridotti al minimo.</div>
</li>
<li>
<div><strong>Possibilità di competere con grandi business.</strong> Con il franchising, un franchisee può sfruttare i vantaggi dell’economia di scala, in altre parole tutti gli affiliati possono comprare a condizioni migliori e con minor costi rispetto ad un business individuale.</div>
</li>
<li>
<div><strong>Prodotti, attrezzature ed un sistema già testati dal mercato</strong>. Il franchisee si troverà ad offrire dei prodotti di rapida accettazione da parte dei consumatori che sono già conoscono quello che stanno acquistando.</div>
</li>
<li>
<div><strong>Un’attività che si impara velocemente.</strong> Grazie all’addestramento del franchisor, il franchisee è in grado di imparare rapidamente a svolgere l’attività e questo aumento la probabilità di successo.<strong> </strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>Avere ‘le spalle coperte’</strong>. Il franchisee ha la garanzia di una vasta organizzazione che unisce le risorse, particolarmente nel campo della pubblicità e del marketing dove ogni franchisee, contribuendo un po’, può avere il beneficio di un grande budget a questo scopo. I franchisee sono quindi in grado di promuovere i propri prodotti e servizi su media che sarebbero altrimenti inaccessibili in termini finanziari.</div>
</li>
<li>
<div><strong>Concentrarsi solo sulle vendite</strong>. Il franchisee è lasciato concentrarsi sulla vendita dei prodotti/servizi mentre, allo stesso tempo, riceve il beneficio di continue ricerche di mercato e sviluppi per migliorare il business ed il sistema di franchising.</div>
</li>
<li>
<div><strong>Esclusività territoriale</strong>. Spesso il franchisee ha di fatto il monopolio sull’area a lui destinata.</div>
</li>
</ol>
<p align="justify">Queste informazioni sono state raccolte da:</p>
<p align="justify"><a href="http://www.betheboss.it">Betheboss.it</a></p>
<p align="justify"><a href="http://www.lombardia-pmi.it/articoli/Franchising/Agevolazioni-per-il-franchising.cfm">lombardia-pmi.it</a></p>
<p align="justify">Sviluppoitalia.it</p>
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