<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Pronto Azienda &#187; Senza categoria</title>
	<atom:link href="http://www.prontoazienda.com/category/senza-categoria/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.prontoazienda.com</link>
	<description>Consigli, suggerimenti, soluzioni e idee imprenditoriali per la tua azienda</description>
	<lastBuildDate>Tue, 18 Oct 2011 11:01:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Giochi e Scomesse: raccolta record da 42 miliardi di euro</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/giochi-e-scomesse-raccolta-record-da-42-miliardi-di-euro/</link>
		<comments>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/giochi-e-scomesse-raccolta-record-da-42-miliardi-di-euro/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 08:27:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Erario]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi e Scommesse]]></category>
		<category><![CDATA[Lotto]]></category>
		<category><![CDATA[Lottomatica]]></category>
		<category><![CDATA[Microgame]]></category>
		<category><![CDATA[Snai]]></category>
		<category><![CDATA[Videopoker]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prontoazienda.com/?p=71</guid>
		<description><![CDATA[Lo scorso anno si è chiuso con una raccolta record, per il comparto Giochi e Scommesse, di 42 miliardi di euro, pari al 2% del Pil nazionale. A spartirsi la ricca torta sono state due imprese italiane quotate, Lottomatica e Snai, e una serie di società italiane ed estere. L’ultima società entrata nel mercato dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/07/slot-machine2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-72" title="slot-machine2" src="http://www.prontoazienda.com/wp-content/uploads/2008/07/slot-machine2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Lo scorso anno si è chiuso con una raccolta record, per il comparto <strong>Giochi e Scommesse</strong>, di 42 miliardi di euro, pari al <strong>2% del Pil nazionale</strong>. A spartirsi la ricca torta sono state due imprese italiane quotate, <strong>Lottomatica</strong> e <strong>Snai</strong>, e una serie di società italiane ed estere. L’ultima società entrata nel mercato dei giochi e delle scommesse è <strong>Microgame</strong>, il primo service provider per il gioco a distanza, che ha raccolto nel 2007 circa 500 milioni di euro e ricavi per oltre 10 milioni.</p>
<p>Questo boom delle giocate sarebbe dovuto, secondo i Monopoli di Stato, alla p<strong>rogressiva emersione di un gioco prima illegale</strong>. La regolarizzazione delle ‘macchinette da videopoker’ sarebbe, infatti, alla base di questo successo. In 4-5 anni queste sono passate da zero alle 250 mila unità dell’anno scorso, producendo il 31,29% di tutte le entrate di giochi e scommesse e scalzando anche uno dei giochi più amati dagli italiani: il Lotto. Il gioco del Lotto, infatti, ha raccolto ‘solo’ il 24 % delle entrate. La regolarizzazione delle slot machine, avvenuta nel 2002, ha generato un vero e proprio boom. Nel 2003 queste macchinette fornivano 33 milioni di euro all’erario. Nel <strong>2007 l’introito fiscale derivante dai videopoker era di 2,251 miliardi di euro</strong>.</p>
<p>Purtroppo la regolamentazione dei Videopoker non sembra aver aiutato lo smantellamento delle rete di sfruttamento mafioso e camorristico che da sempre lucra su questo settore. Il fenomeno che avanza è, invece, quello di società regolarmente costituite ed operanti alla luce del sole, ancora gestite da organizzazioni criminali.</p>
<p>In ogni caso l’erario ringrazia. Le entrate erariali derivanti dai giochi sono state, infatti, pari a 7,2 miliardi di euro (+ 7,1% rispetto al 2006).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/giochi-e-scomesse-raccolta-record-da-42-miliardi-di-euro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il fenomeno delle pompe bianche contro il caro petrolio</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/il-fenomeno-delle-pompe-bianche-contro-il-caro-petrolio/</link>
		<comments>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/il-fenomeno-delle-pompe-bianche-contro-il-caro-petrolio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 07:51:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Alfa Petroli]]></category>
		<category><![CDATA[caro-petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Codacons]]></category>
		<category><![CDATA[Daytona]]></category>
		<category><![CDATA[distributori low cost]]></category>
		<category><![CDATA[Federconsumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Figisc]]></category>
		<category><![CDATA[pompe bianche]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prontoazienda.com/?p=63</guid>
		<description><![CDATA[Il prezzo della benzina cresce a dismisura ed ogni giorno segnala un nuovo record storico. Una risposta per risparmiare e per cercare di affrontare il problema è il fenomeno delle “pompe bianche”, i distributori di benzina senza logo. Questi distributori “low cost” sono una realtà sempre più diffusa in tutta la penisola, anche se esistenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/06/pompebianche.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-65" title="pompe bianche" src="http://www.prontoazienda.com/wp-content/uploads/2008/06/pompebianche-300x285.jpg" alt="" width="300" height="285" /></a></p>
<p>Il prezzo della benzina cresce a dismisura ed ogni giorno segnala un nuovo record storico. Una risposta per risparmiare e per cercare di affrontare il problema è il fenomeno delle “<strong>pompe bianche</strong>”, i distributori di benzina senza logo. Questi distributori “low cost” sono una realtà sempre più diffusa in tutta la penisola, anche se esistenti ormai da una decina di anni, che richiamano un numero sempre maggiore di clienti disperati.</p>
<p>Secondo le associazioni dei consumatori, delle 23 mila pompe in Italia, circa <strong>duemila sono quelle di proprietà di alcuni imprenditori privati</strong> che vendono carburante senza logo, a basso prezzo. “<em>Noi siamo proprietari del distributore dal 1946, ma solo dal 1 gennaio del 2008 non abbiamo rinnovato il contratto con la Total</em> – racconta, ad esempio Francesca Latini proprietaria del distributore <em>Alfa Petroli </em>di Villasanta &#8211; <em>perché negli ultimi anni il prezzo del carburante è aumentato, ma il guadagno del gestore è rimasto lo stesso. A quel punto abbiamo deciso di provarci da soli e finora abbiamo avuto ragione: un incremento del 100% rispetto all&#8217;anno scorso con una media di 400 erogazioni in più al giorno</em>”.</p>
<p>Le sigle di questi distributori “low cost” non sono molto conosciute: <strong>Daytona</strong>, <strong>Energia Siciliana</strong>, <strong>Alfa Petroli, Sodin</strong> e costituiscono il 5% del mercato totale dei carburanti nel nostro paese, ma, di questo passo, potrebbero iniziare ad impensierire seriamente le grandi catene distributive. Anche perché molto convenienti per il consumatore ed, altrettanto, per i benzinai, che sempre più spesso hanno le mani legate dalle multinazionali e, anche se, il prezzo della benzina sale, loro guadagnano meno. “<em>In Italia, purtroppo</em> – spiega <strong>Luca Squeri presidente della Figisc,</strong> la Federazione italiana gestori impianti stradali e carburanti -<em> ci sono casi in cui nello stesso bacino d&#8217;utenza la stessa grande compagnia di appartenenza (Esso, Agip, Shell… solo per citarne alcune) impone prezzi diversi ai gestori creando delle discriminazioni oggettive. Nel caso dei distributori low cost, invece, il prezzo è legittimato dal proprietario che salta tutti i passaggi: marketing, stoccaggio, pubblicità e riesce ad essere competitivo</em>”.</p>
<p>L’elenco delle pompe bianche è consultabile sia sul sito della <strong>Federconsumatori </strong>(<a href="http://www.federconsumatori.it/news/wysiwyg_news/docueditor/DocumentiMostra.asp?nid=20080312162755" target="_blank">www.federconsumatori.it</a>) sia su quello del<strong> Codacons</strong> (sul sito dell’associazione si possono trovare le indicazioni per richiedere il file completo con i nominativi dei distributori low cost divisi per regione).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/il-fenomeno-delle-pompe-bianche-contro-il-caro-petrolio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>British Airways: difficilmente Alitalia può sopravvivere</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/british-airways-difficilmente-alitalia-puo-sopravvivere/</link>
		<comments>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/british-airways-difficilmente-alitalia-puo-sopravvivere/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 13:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Alitalia]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi Alitalia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Bisignani]]></category>
		<category><![CDATA[Iata]]></category>
		<category><![CDATA[Willie Walsh]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prontoazienda.com/?p=62</guid>
		<description><![CDATA[La situazione dell’Alitalia ha tenuto banco anche all’annuale assemblea dell&#8217;associazione delle compagnie aeree Iata (The Air Transport Association), appena conclusasi ad Istanbul. Anche se l’amministratore delegato e direttore generale di Iata, Giovanni Bisignani ha messo le mani avanti replicando alle domande insistenti dei giornalisti sulla possibile bancarotta di Alitalia, di non voler parlare di casi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/06/alitalia.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-61" title="alitalia" src="http://www.prontoazienda.com/wp-content/uploads/2008/06/alitalia-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>La situazione dell’<strong>Alitalia</strong> ha tenuto banco anche all’annuale assemblea dell&#8217;associazione delle compagnie aeree <strong>Iata</strong> (<em>The Air Transport Association</em>), appena conclusasi ad Istanbul. Anche se l’amministratore delegato e direttore generale di Iata, <strong>Giovanni Bisignani</strong> ha messo le mani avanti replicando alle domande insistenti dei giornalisti sulla possibile bancarotta di Alitalia, di non voler parlare di casi specifici, ha, però, preso le distanze da chi pensa ad una soluzione locale per la compagnia aerea italiana. “<em>In queste situazioni un progetto stand alone è impossibile da sostenere</em> – ha, infatti, affermato Bisignani. <em>Bisogna andare avanti con la ristrutturazione, deve essere perseguita con impegno la collaborazione internazionale”</em>.</p>
<p>L’amministratore delegato di British Airways, <strong>Willie Walsh,</strong> ha invece dichiarato, in un colloquio a margine dell’assemblea, che “<em>difficilmente </em>(Alitalia) <em>può sopravvivere</em>”. Secondo Walsh, l’intervento del governo italiano in aiuto di Alitalia, con 300 milioni di euro, non sia legittimo: “<em>penso che non sia giusto che il governo italiano dia sostegno finanziario ad Alitalia, non sono d&#8217;accordo. Credo che la Commissione Europea debba assumere una posizione netta e chiara. Penso che la situazione di Alitalia richieda che sia la stessa Alitalia a doverla affrontare</em>&#8220;. Bruxelles  &#8211; ha infine aggiunto &#8211; &#8220;<em>deve prendere una posizione forte per avere credibilità non solo in Europa, ma in tutto il mondo. E questo significa che le possibilità di sopravvivenza per Alitalia sono molto basse</em>”.</p>
<p>Stessa linea anche per Bisignani che ha ribadito come la posizione di British Airways risponda ad “<em>un sentimento molto diffuso tra tutte le compagnie aeree</em>”.  Bisignani paventa anche la possibilità che se “<em>la situazione finanziaria della compagnia precipitasse, Alitalia verrebbe esclusa dal sistema Iata. Una cosa che, nel caso, faremo in modo estremamente rapido: anche parlando con Bruxelles avevamo valutato che poteva essere questione di settimane. Poi è intervenuto il governo e ha dato ossigeno: sarà Bruxelles a valutare se questo intervento è stato corretto</em>”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/british-airways-difficilmente-alitalia-puo-sopravvivere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#039;Italia tiene grazie a Opec, Usa e Efta</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/litalia-tiene-grazie-a-opec-usa-e-efta/</link>
		<comments>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/litalia-tiene-grazie-a-opec-usa-e-efta/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 May 2008 07:23:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[deficit]]></category>
		<category><![CDATA[Efta]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[importazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Opec]]></category>
		<category><![CDATA[paesi extra europa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prontoazienda.com/?p=57</guid>
		<description><![CDATA[Contro tutte le aspettative i conti italiani con l’estero continuano a tenere e non cedono nonostante il costo maggiore del petrolio e del gas. Nel primo trimestre 2008, il deficit tra le esportazioni e le importazioni nei confronti dei paesi extra europei è stato uguale a quello segnato nello stesso periodo dell’anno scorso e cioè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/05/import-export.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-58" title="import-export" src="http://www.prontoazienda.com/wp-content/uploads/2008/05/import-export-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a></p>
<p>Contro tutte le aspettative i conti italiani con l’estero continuano a tenere e non cedono nonostante il costo maggiore del petrolio e del gas. Nel primo trimestre 2008,<strong> il deficit tra le esportazioni e le importazioni nei confronti dei paesi extra europei è stato uguale a quello segnato nello stesso periodo dell’anno scorso </strong>e cioè <strong>- 6,9 miliardi di euro</strong>. In quel periodo il prezzo di un barile di petrolio era di 58,6 dollari contro i 96,5 (+ 64%) attuali mentre il dollaro valeva 1,31 ed ora, con il supereuro, 1,49 in media di trimestre (13%) . Nonostante tutto questo, e la crisi dei mutui subprime che ha investito gli Stati Uniti, il saldo dei nostri conti con i paesi posti al di fuori dell’Unione Europea, è rimasto stabile. Sembra siano alcune determinanti strutturali a far reggere l’Italia in questo particolare equilibrio e consentono ai conti con l’estero di tenere.</p>
<p>Il <strong>primo fattore</strong> che contribuisce a questo andamento positivo è sicuramente costituito dal fatto che il maggior esborso monetario che il nostro paese deve pagare ai paesi da cui compriamo energia viene controbilanciato dalle maggiori esportazioni italiane verso quelle aeree. La Repubblica, nell’inserto Affari e Finanze, fa un esempio che chiarisce questo concetto:</p>
<p>“<em>Nel caso dell’OPEC, le importazioni italiane dal cartello dei paesi produttori di petrolio sono aumentate dagli 8,1 miliardi di euro del I trimestre 2007 ai 10,3 miliardi di euro dei primi tre mesi di quest’anno. Contemporaneamente, però, anche le esportazioni italiane verso i paesi OPEC sono cresciute in maniera significativa, da 3,7 a 4,6 miliardi di euro. Per ogni 100 euro di import in più, 41 euro sono riaffluiti in Italia nella forma di maggiori acquisti di merci italiane da parte di residenti nell’OPEC</em>”.</p>
<p>Un<strong> secondo fattore</strong> può essere indicato nella tenuta dell’eccedenza bilaterale nei confronti degli Stati Uniti. Le esportazioni italiane negli <strong>Usa </strong>sono migliorate nel trimestre 2008 (2.948 milioni di euro) rispetto ai 2.767 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente dimostrando come la predilezione del made in Italy non sembra venir meno nei consumatori americani.</p>
<p>Il <strong>terzo fattore</strong>, che contribuisce a non far cadere l’Italia, è costituito dalla crescita degli avanzi che l’Italia riesce a raccogliere con gli acquirenti siglati dall’Istat <strong>Efta</strong> (tra i quali la Svizzera), con quelli cosiddetti <strong>Eda</strong> (Economie dinamiche dell’Asia) e le economie che l’Istat ha siglato come quelle di &#8220;Altri paesi europei&#8221; (dalla Croazia, all’Ucraina, all’Albania).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/litalia-tiene-grazie-a-opec-usa-e-efta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Codacons vuole 20 miliardi per i redditi online</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/il-codacons-vuole-20-miliardi-per-i-redditi-online/</link>
		<comments>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/il-codacons-vuole-20-miliardi-per-i-redditi-online/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 May 2008 15:29:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Rienzi]]></category>
		<category><![CDATA[Codacons]]></category>
		<category><![CDATA[contribuenti italiani]]></category>
		<category><![CDATA[parte civile]]></category>
		<category><![CDATA[redditi online]]></category>
		<category><![CDATA[risarcimento danni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prontoazienda.com/?p=55</guid>
		<description><![CDATA[Il Codacons, insieme all’Associazione Utenti Servizi Finanziari, si è costituita parte offesa davanti al Pm della procura di Roma, che sta indagando sulla vicenda dei redditi 2005 online e che ha aperto un’indagine per violazione delle norme penali sulla privacy. La richiesta di risarcimento danni ammonta a 20 miliardi di euro da distribuirsi tra i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/05/codacons.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-56" title="codacons" src="http://www.prontoazienda.com/wp-content/uploads/2008/05/codacons-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a></p>
<p>Il <strong>Codacons</strong>, insieme all’Associazione Utenti Servizi Finanziari, si è costituita parte offesa davanti al Pm della procura di Roma, che sta indagando sulla vicenda dei redditi 2005 online e che ha aperto un’indagine per violazione delle norme penali sulla privacy.<strong> La richiesta di risarcimento danni ammonta a 20 miliardi di euro da distribuirsi tra i 38 milioni di contribuenti</strong> i cui redditi sono stati messi in rete, pari a 52 euro per ciascuno. Nell’istanza viene richiesto anche il sequestro degli elenchi posseduti, fino all’oscuramento dei siti che ancora ne rendono disponibile la consultazione o che li offrono a pagamento o in visione gratuita.</p>
<p>Il Codacons, che ha nominato l’avvocato Claudio Coratella per la difesa dei diritti dei contribuenti, ha diffuso un decalogo per specificare quando la distribuzione di una denuncia dei redditi non costituisce un reato. <strong>Carlo Rienzi</strong>, presidente del Codacons, ha specificato come il Consiglio di Stato, attraverso diverse pronunce, abbia sempre definito esattamente il lecito e l’illecito nella materia in esame. “<em>Laddove si tratti di redditi di soggetti che in vario modo sono alimentati da danaro pubblico o comunque destinati a finalità pubbliche</em> – ha infatti chiarito &#8211; <em>è sicuramente ammissibile l&#8217;accesso alla denuncia dei redditi e la sua pubblicazione. Ad esempio tutti i redditi degli addetti e dirigenti pubblici, compresi i componenti degli organi elettivi come Comuni, Regioni, Camera e Senato, pagati con danari dei cittadini sono accessibili a chi ne faccia richiesta. Lo stesso per i dirigenti degli enti pubblici, e delle società concessionarie come la Rai , Ferrovie, Acea, Poste e di qualsiasi altro ente che eroghi un servizio pubblico universale pagato dai cittadini o con una parte dei danari dei cittadini”. </em></p>
<p><em>“E altrettanto accessibili sono le denunce dei redditi quando esse servono al cittadino per difendersi in giudizio</em> – ha poi proseguito &#8211; <em>come ad esempio il coniuge che intende fare causa all&#8217;altro coniuge ha diritto a vederne la denuncia dei redditi ai fini di ottenere dal Giudice una giusta sentenza circa gli obblighi di mantenimento della famiglia. In pratica chi vuole mettere il naso negli affari altrui deve avere un interesse qualificato e concreto, come stabilisce l&#8217;art. 25 della legge 241/90, e deve in ogni caso lasciare traccia della sua domanda di accesso e del suo interesse. Ciò anche ai fini della responsabilità che su di lui incombe ove il dato venga diffuso a terzi per sua colpa</em>”.</p>
<p>È invece “da escludersi” la possibilità di pubblicare tutte le denunce dei redditi su internet in modo generalizzato, e “<em>ciò innanzitutto perchè tale pubblicazione</em> &#8211; ha concluso Rienzi &#8211; <em>non garantisce più né sui soggetti che ne vengono in possesso, né sul rispetto dei limiti temporali della pubblicità degli atti</em>”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/il-codacons-vuole-20-miliardi-per-i-redditi-online/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fmi: l&#039;Italia fanalino di coda in Europa</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/fmi-litalia-fanalino-di-coda-in-europa/</link>
		<comments>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/fmi-litalia-fanalino-di-coda-in-europa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 21:31:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Charles Collyns]]></category>
		<category><![CDATA[crescita zero]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[previsioni economiche]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prontoazienda.com/?p=53</guid>
		<description><![CDATA[E’ stato presentato il rapporto 2008-2009 del Fondo monetario internazionale e per l’Italia si prevedono tempi bui, come peraltro ci si aspettava. Pil bloccato allo 0,3 per cento ed economia immobile, è questo lo scenario che si profila per il nostro paese. Il rapporto economico globale del Fmi stabilisce la crescita del Pil non oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/04/fondo-monetario-internazionale.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-54" title="fondo-monetario-internazionale" src="http://www.prontoazienda.com/wp-content/uploads/2008/04/fondo-monetario-internazionale-294x300.png" alt="" width="294" height="300" /></a></p>
<p>E’ stato presentato il rapporto 2008-2009 del <strong>Fondo monetario internazionale</strong> e per l’Italia si prevedono tempi bui, come peraltro ci si aspettava.<strong> Pil bloccato allo 0,3 per cento ed economia immobile</strong>, è questo lo scenario che si profila per il nostro paese. Il rapporto economico globale del Fmi stabilisce la crescita del Pil non oltre lo 0,3% nel 2008 e nel 2009, contro lo 0,6% fissato nelle ultime stime ufficiali del Governo. <strong>La media europea è prevista del 1,4% quest’anno e dell’1,2% per il prossimo</strong>, quindi l’Italia si appresta ad essere il fanalino di coda in Europa. In pratica, per l’Italia, un taglio dello 0,5% per il 2008 e dello 0,7% per l’anno dopo, rispetto a quanto l&#8217;istituto di Washington prevedeva a gennaio.</p>
<p>“<em>Ci aspettiamo una crescita bassa</em> – ha precisato il vice capoeconomista del Fondo Monetario Internazionale, Charles Collyns &#8211; <em>ma non una recessione</em>”. Per Collins le stime sono in linea con quelle ufficiali. “<em>L’Italia</em> &#8211; ha commentato -<em> è stata colpita dal rallentamento della congiuntura americana e dal rialzo dell’euro e la performance delle esportazioni non è forte</em>”.</p>
<p>Discorso diverso per le altre grandi economie europee: la Germania avrà, con tutta probabilità, un aumento del prodotto pari all&#8217;1,4% nel 2008 e all&#8217;1% nel 2009, la Francia dell&#8217;1,4% e dell&#8217;1,2% nei due anni; la Spagna del 1,8% quest&#8217;anno e del 1,7% il prossimo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/fmi-litalia-fanalino-di-coda-in-europa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Donne ed occupazione: l&#039;Italia supera solo Malta</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/donne-ed-occupazione-litalia-supera-solo-malta/</link>
		<comments>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/donne-ed-occupazione-litalia-supera-solo-malta/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 07:44:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Meridione]]></category>
		<category><![CDATA[tasso di occupazione femminile]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prontoazienda.com/?p=51</guid>
		<description><![CDATA[Il tasso di occupazione femminile divide in due inesorabilmente il nostro paese. Secondo quanto riportato dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore, il nord Italia sarebbe allineato alle aree geografiche più evolute a livello mondiale, mentre il sud sprofonderebbe a livello Paesi come India e Bangladesh, e ben 26 punti percentuali al di sotto dell&#8217;Africa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/04/anna-magnani-la-fruttivendola.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-52" title="anna-magnani-la-fruttivendola" src="http://www.prontoazienda.com/wp-content/uploads/2008/04/anna-magnani-la-fruttivendola-300x235.jpg" alt="" width="300" height="235" /></a></p>
<p>Il <strong>tasso di occupazione femminile </strong>divide in due inesorabilmente il nostro paese. Secondo quanto riportato dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore, il nord Italia sarebbe allineato alle aree geografiche più evolute a livello mondiale, mentre <strong>il sud sprofonderebbe a livello Paesi come India e Bangladesh</strong>, e ben 26 punti percentuali al di sotto dell&#8217;Africa Sub-Sahariana. Un dato allarmante e molto preoccupante, per chi come me, è donna e lavora con impegno e costanza.</p>
<p>Il quotidiano diretto da Ferruccio De Bortoli,<strong> ha comparato i dati forniti da Eurostat, Ilo </strong>(Organizzazione internazionale del lavoro) <strong>ed Istat </strong>relativi al terzo trimestre 2007. <strong>Il tasso di occupazione femminile italiano</strong>, sul totale della corrispondente popolazione di riferimento,<strong> è di 46,9%</strong> ed attesta il nostro paese al penultimo posto in Europa, davanti solo a Malta. Ma se questo dato viene scomposto in aeree geografiche fornisce molti più elementi di approfondimento.</p>
<p><strong>Il Nord ha un tasso di occupazione femminile pari al 57%,</strong> nella fascia d’età delle lavoratrici tra i 15 e 64 anni (meglio di Spagna, al 55% e molto vicino alla media UE del 58,8%) che sale ad uno sbalorditivo <strong>74,3% nella fascia di età 25 – 34 anni</strong>. Su questa fascia il Nord Italia supera persino Svezia e Danimarca, prime a pari merito nell&#8217;Europa a 27, con il loro 73,3%.</p>
<p>Per quanto riguarda il lavoro femminile nel Sud Italia Zohreh Tabatabai, direttrice della Comunicazione dell&#8217;Ilo, lo ha definito “<em>un inaccettabile spreco di talenti che zavorra l&#8217;economia del Paese</em>”. Il tasso di occupazione tra i 15 e il 64 anni è, infatti, pari al 31,2%, peggio che in Asia meridionale. L’area che comprende Bangladesh, Bhutan, India, Nepal, Pakistan, Sri Lanka e Iran vanta un 34,1%. Inoltre, nel mezzogiorno il tasso di disoccupazione femminile è del 14,1% e sale al 36,2% nella fascia di età 15 – 24 anni. Quello di inattività, cioè quello che comprende anche le donne che non cercano lavoro è addirittura del 63,7%.</p>
<p>Tra i <strong>problemi principali che ostacolano l’occupazione femminile</strong> sono da annoverare: il numero troppo basso di asili (in Campania sono 1,7% i posti sul totale dei bambini), lo scarso aiuto da parte delle nonne (che hanno più nipoti e più problemi di salute rispetto alle ‘colleghe’ del nord), la bassa propensione maschile alla condivisione della cura dei figli e l’idea da parte delle donne del sud che essere casalinga corrisponde ad un mestiere a tutti gli effetti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/donne-ed-occupazione-litalia-supera-solo-malta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Consigli per diventare un affittacamere</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/consigli-per-diventare-un-affittacamere/</link>
		<comments>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/consigli-per-diventare-un-affittacamere/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 08:53:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[affittacamere]]></category>
		<category><![CDATA[Aprire attività]]></category>
		<category><![CDATA[cessazione]]></category>
		<category><![CDATA[modulisitca]]></category>
		<category><![CDATA[obblighi]]></category>
		<category><![CDATA[requisiti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prontoazienda.com/?p=49</guid>
		<description><![CDATA[Vengono considerati esercizi di Affittacamere le strutture composte da non più di sei camere e con non più di 12 posti letto. Le camere ed i posti letto devono essere ubicati in non più di due appartamenti ammobiliati in uno stesso stabile nei quali sono forniti alloggio ed eventualmente servizi complementari. L’appartamento in cui si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/04/camera-da-letto.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-50" title="camera-da-letto" src="http://www.prontoazienda.com/wp-content/uploads/2008/04/camera-da-letto-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Vengono considerati esercizi di <strong>Affittacamere</strong> le strutture composte <strong>da non più di sei camere e con non più di 12 posti letto</strong>. Le camere ed i posti letto devono essere ubicati in non più di due appartamenti ammobiliati in uno stesso stabile nei quali sono forniti alloggio ed eventualmente servizi complementari. L’appartamento in cui si svolge l’attività di affittacamere deve possedere i requisiti strutturali e igienico edilizi previsti per le civili abitazioni dal locale Regolamento Edilizio comunale. Coloro che svolgono l’attività di affittacamere possono somministrare inoltre, limitatamente alle persone alloggiate all’interno dell’appartamento, alimenti e bevande nel rispetto di quanto previsto dalle disposizioni igienico sanitarie. In questo caso il Comune provvederà ad annotare in calce alla licenza di somministrazione l’attività complementare di affittacamere</p>
<p><strong>AFFITTACAMERE PROFESSIONALE E NON PROFESSIONALE</strong><br />
L’attività di affittacamere può essere svolta sia a livello <strong>professionale</strong> che <strong>‘non professionale’</strong>. Sono da considerarsi affittacamere non professionali coloro che esercitano l’attività nella casa di propria residenza e domicilio. Questi<strong> sono esonerati, oltre che dall’iscrizione nella sezione del Registro esercenti il commercio (R.E.C.), dalla presentazione della dichiarazione dei prezzi.</strong> L’attività svolta da titolari di attività di affittacamere che non risiedono nell’appartamento, invece, viene definita ‘professionale’.</p>
<p><strong>CARATTERISTICHE DEI LOCALI</strong><br />
I locali devono essere ubicati in una zona nella quale è permesso lo svolgimento dell&#8217;attività di struttura ricettiva/affittacamere in base agli strumenti urbanistici vigenti. Inoltre è necessaria <strong>la conformità dei locali alle norme e prescrizioni in materia edilizia</strong>. La destinazione d’uso dei locali deve essere compatibile con l&#8217;attività di struttura ricettiva/affittacamere e non può essere modificata ai fini urbanistici. I locali devono rispettare le caratteristiche strutturali ed igienico-sanitarie previste per i locali di civile abitazione. Devono quindi essere muniti di  un servizio igienico sanitario completo ogni sei persone o frazione di sei superiore a due, comprese le persone appartenenti al nucleo familiare o conviventi.</p>
<p><strong>CARATTERISTICHE DEL SERVIZIO OFFERTO </strong><br />
Le camere da letto devono essere arredate, oltre che da un letto, da una sedia o sgabello per persona, un armadio, un cestino rifiuti e un tavolo. Inoltre, devono essere comodamente accessibili, senza dover attraversare altre camere o servizi destinati alla famiglia o altro ospite. Ogni camera deve essere fornita di energia elettrica, acqua calda e fredda e riscaldamento. La pulizia delle camere ed il cambio di biancheria devono essere garantite ad ogni cambio di cliente e almeno una volta alla settimana.</p>
<p><strong>COSA FARE PER INIZIARE L’ATTIVITÀ</strong><br />
Per iniziare l’attività occorre presentare al Comune, dove avrà sede l’attività, una denuncia di inizio di attività (DIA), anche utilizzando i moduli prestampati predisposti dai Comuni. Per chi come me è di Milano può visionare il sito del Comune di Milano <a title="Modulistica per diventare affittacamere" href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/searchresultdetail?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/ho+bisogno+di/ho+bisogno+di/aprire+una+attivita+di+affittacamere%2C+case+appartamenti+vacanza%2C+case+per+ferie%2C+ostelli+e+bed+and+breakfast" target="_blank">www.comune.milano.it</a> e scaricare la modulistica richiesta.<br />
Coloro che apriranno l’attività nel comune di Firenze, il sito è <a href="http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/turismo/camera&amp;colazione.htm" target="_blank">www.comune.fi.it</a> e nel comune di Roma <a href="http://www.comune.roma.it" target="_blank">www.comune.roma.it</a>.</p>
<p>La Denuncia di Inizio Attività deve essere consegnata a:<br />
Settore Commercio &#8211; Ufficio Licenze ex P.S.<br />
via Larga 12 &#8211; terzo piano &#8211; stanza 384 – aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.00<br />
oppure</p>
<p class="MsoNormal">Protocollo Generale &#8211; Via Larga 12 &#8211; piano terra &#8211; orari al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 15.30 e il sabato dalle ore 8.45 alle ore 12.00</p>
<p>Nel caso di nuova apertura l’attività può essere iniziata decorsi 30 giorni dalla presentazione della denuncia. Contestualmente all’inizio dell’attività l’interessato deve dare comunicazione all’ufficio<br />
<em> Ufficio Competente</em>:<br />
Ufficio Licenze ex P.S.<br />
via Larga 12 &#8211; terzo piano &#8211; stanza 384<br />
tel. 02 88462240</p>
<p><strong>Sulla DIA devono essere assolutamente riportate</strong></p>
<ul>
<li>le generalità del titolare l’attività</li>
<li>il numero e ubicazione dei vani destinati all’attività ricettiva</li>
<li>il numero dei posti letto</li>
<li>i servizi igienici a disposizione degli ospiti</li>
<li>gli eventuali servizi accessori offerti all’utenza</li>
</ul>
<p>Il Comune provvede al rilascio dell’autorizzazione solo dopo aver verificato l’esistenza dei requisiti soggettivi del titolare o dell’eventuale rappresentante e dopo aver accertato fondatezza delle caratteristiche funzionali dei locali e dei requisiti igienico-sanitari. Gli accertamenti dei requisiti strutturali vengono svolti attraverso sopralluoghi di agenti abilitati oppure con l’acquisizione di una dichiarazione sottoscritta dall’interessato e controfirmata da un tecnico abilitato attestante la conformità delle strutture e dell’impiantistica. Il Comune comunica poi alla Giunta Regionale ed alla locale Azienda Promozione Turistica il rilascio dell’autorizzazione. <strong>L’autorizzazione ha carattere permanente</strong>: annualmente il titolare dovrà fare dichiarazione di prosieguo dell’attività medesima al Comune.</p>
<p><strong>OBBLIGHI DEL TITOLARE DELL’ATTIVITA’</strong><br />
Il titolare dell’attività deve i<strong>nformare il Comitato provinciale prezzi in merito ai prezzi applicati entro il 31 luglio dell’anno precedente a quello cui si riferiscono</strong>. La mancata denuncia comporta l’obbligo dell’applicazione degli ultimi prezzi regolarmente denunciati. Gli affittacamere devono esporre, nell’appartamento, in modo, perfettamente visibile, <strong>una tabella riepilogativa dei prezzi</strong> praticati nell’anno in corso e delle caratteristiche dell’appartamento e devono esporre, in ogni camera, sempre in modo perfettamente visibile, un cartellino che indichi il prezzo massimo del pernottamento e degli eventuali servizi offerti nell’anno in corso.<br />
Il titolare ha l’obbligo di comunicare giornalmente all’autorità di pubblica sicurezza l’arrivo delle persone alloggiate. Presso la struttura ricettiva, poi, deve essere esposta in modo ben visibile all’esterno l’insegna con la denominazione nonché l’indicazione della tipologia.</p>
<p><strong>OBBLIGHI DEL TITOLARE IN CASO DI CESSAZIONE</strong><br />
Il titolare dell’attività che decide di cessare temporaneamente o definitivamente l’attività deve darne preventivo avviso al Comune. La cessazione temporanea non può essere superiore a sei mesi prorogabili, per fondati motivi, dal Comune una sola volta e per ulteriori sei mesi. Trascorso tale termine l’attività si intende cessata.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/consigli-per-diventare-un-affittacamere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>49</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Ferrero vince la causa contro la cinese Montresor</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/la-ferrero-vince-la-causa-contro-la-cinese-montresor/</link>
		<comments>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/la-ferrero-vince-la-causa-contro-la-cinese-montresor/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 09:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[causa vinta]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrero Rocher]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Ferrero]]></category>
		<category><![CDATA[Montresor]]></category>
		<category><![CDATA[Pechino]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza storica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prontoazienda.com/?p=47</guid>
		<description><![CDATA[L’azienda italiana Ferrero Rocher ha vinto la causa contro la cinese Montresor-Zhanjiagang Food accusata di farle  concorrenza sleale con dei cioccolatini contraffatti chiamati  &#8216;Tresor Dorè&#8216;. La Corte Suprema di Pechino ha confermato ieri la sentenza di secondo grado del tribunale di Nanchino (12 gennaio 2006), nella quale la Montresor veniva condannata a pagare un risarcimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/04/giovanni-ferrero.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-48" title="giovanni-ferrero" src="http://www.prontoazienda.com/wp-content/uploads/2008/04/giovanni-ferrero-300x220.jpg" alt="Cioccolatino Ferrero Rocher" width="300" height="220" /></a></p>
<p>L’azienda italiana <strong>Ferrero Rocher</strong> ha vinto la causa contro la cinese <strong>Montresor-Zhanjiagang Food</strong> accusata di farle  concorrenza sleale con dei cioccolatini contraffatti chiamati  <strong>&#8216;Tresor Dorè</strong>&#8216;. La <em>Corte Suprema di Pechino</em> ha confermato ieri la sentenza di secondo grado del tribunale di Nanchino (12 gennaio 2006), nella quale la Montresor veniva condannata a <strong>pagare un risarcimento simbolico di 50mila euro</strong> alla Ferrero. Inoltre le veniva imposto di <strong>sospendere le vendite e di cambiare la confezione dei suoi cioccolatini</strong>.</p>
<p>Ora questa sentenza rende giustizia all’<strong>azienda dolciaria leader in Italia e quarta nel mondo</strong>, con un fatturato del gruppo di 5,4 miliardi di euro e con il patriarca <strong>Michele Ferrero considerato l&#8217;italiano più ricco al mondo.</strong> Il ministro per il Commercio internazionale e le Politiche europee, Emma Bonino ha parlato di una “<em>sentenza che farà storia</em>” nella lotta al falso made in China. La contraffazione costa all’Italia circa cinque miliardi di euro l’anno.</p>
<p>Giovanni Ferrero, amministratore delegato della Ferrero,  ha ringraziato personalmente con una telefonata l’ambasciatore italiano in Cina, Ricardo Sessa, per il sostegno e l’aiuto fornito durante il processo e per assicurargli che l’azienda presto ingrandirà la propria presenza in Cina</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/la-ferrero-vince-la-causa-contro-la-cinese-montresor/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#039;inflazione schizza al 3,3% rispetto al 2007</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/linflazione-schizza-al-33-rispetto-al-2007/</link>
		<comments>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/linflazione-schizza-al-33-rispetto-al-2007/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 13:36:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[aumenti]]></category>
		<category><![CDATA[carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[rincari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prontoazienda.com/2008/03/31/linflazione-schizza-al-33-rispetto-al-2007/</guid>
		<description><![CDATA[L’inflazione alle stelle nel mese di marzo tocca quota 3,3% rispetto allo stesso mese del 2007, contro il 2,9% di febbraio. L’inflazione segna in questo modo un record che non veniva toccato da quasi 12 anni, precisamente da settembre 1996 quando si registrò un +3,4%. Rispetto a febbraio i prezzi sono saliti del 0,5%, almeno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"> <a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/03/supermercato2.jpg" title="supermercato2.jpg"><img src="http://www.prontoazienda.com/files/2008/03/supermercato2.jpg" alt="supermercato2.jpg" height="286" width="428" /></a></p>
<p>L’inflazione alle stelle nel mese di marzo tocca quota<strong> 3,3% rispetto allo stesso mese del 2007, </strong>contro il 2,9% di febbraio. L’inflazione segna in questo modo un <strong>record che non veniva toccato da quasi 12 anni</strong>, precisamente da settembre 1996 quando si registrò un +3,4%. Rispetto a febbraio i prezzi sono saliti del 0,5%, almeno secondo le stime preliminari dell’Istat. A provocare questa impennata dei prezzi sono ancora il <strong>comparto energetico</strong> con un + 9,8% (dell’1,8% rispetto a febbraio), i <strong>trasporti </strong>con un +5,8%  e gli <strong>alimentari </strong>con il 5,5% in più. Anche se i prezzi rimanessero per tutto il 2008 sui livelli raggiunti a marzo, calcola l’Isae, l’inflazione media annua nell’anno in corso non potrebbe comunque scendere sotto il 2,4%.</p>
<p>Il rincaro si sente maggiormente nella borsa della spesa: la pasta si assesta su un + 17% tendenziale, il pane a +13,2%, la carne a + 4%, gli ortaggi a +4,8%, la frutta a +5,8% ed il  latte a +10,5%. Sul piano dei carburanti il gasolio ha avuto una crescita del 20,2% rispetto allo stesso mese del 2007 e un incremento, rispetto al mese di febbraio, pari al 4,8%. Anche la benzina verde non arresta la sua corsa con un incremento di prezzo pari al 13,2% su base annua e al 2,1% su base mensile.  L&#8217;indice al netto dell&#8217;energia, aggiunge l&#8217;Istituto di statistica, aumenta del 2,8%, contro il +2,4% registrato a febbraio. L&#8217;indice armonizzato, cioè quello che serve a fare i confronti con gli altri paesi europei cresce su base annua del 3,6% (contro il +3,1% del mese precedente), il livello più alto mai registrato dall&#8217;inizio delle serie storiche (1997).</p>
<p><strong>I prezzi comunque corrono in tutta l’Eurozona</strong>. Il costo della vita in Europa, dati Eurostat, è cresciuto del 3,5% a marzo. “Una cifra non buona e superiore alle previsioni”, commenta Amelia Torres, portavoce della Commissione Europea.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/linflazione-schizza-al-33-rispetto-al-2007/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Edilizia: nel 2007 cresce l&#039;occupazione e calano gli infortuni</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/edilizia-nel-2007-cresce-loccupazione-e-calano-gli-infortuni/</link>
		<comments>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/edilizia-nel-2007-cresce-loccupazione-e-calano-gli-infortuni/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 07:51:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Durc]]></category>
		<category><![CDATA[edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[infortuni]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro nero]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Feneal Uil-Cresme]]></category>
		<category><![CDATA[part time]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prontoazienda.com/2008/03/18/edilizia-nel-2007-cresce-loccupazione-e-calano-gli-infortuni/</guid>
		<description><![CDATA[Secondo i dai dell’Osservatorio Feneal Uil-Cresme sull’andamento del 2007 delle 12 grandi aree metropolitane italiane, il settore edile è florido, in continua trasformazione e con imprese ed occupazione in netta creacita. L’Osservatorio è stato istituito per far fronte all’emergenza che si è venuta a creare nei cantieri italiani. Nel 2007 il lavoro nel settore edile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/03/cantiere.jpg" title="cantiere.jpg"><img src="http://www.prontoazienda.com/files/2008/03/cantiere.jpg" style="width: 218px;height: 323px" alt="cantiere.jpg" /></a></p>
<p>Secondo i dai dell’<strong>Osservatorio Feneal Uil-Cresme </strong>sull’andamento del 2007 delle 12 grandi aree metropolitane italiane, il <strong>settore edile è florido, in continua trasformazione e con imprese ed occupazione in netta creacita.</strong> L’Osservatorio è stato istituito per far fronte all’emergenza che si è venuta a creare nei cantieri italiani. Nel 2007 il lavoro nel settore edile ha avuto un significativo processo di emersione che sta portando ad una <strong>graduale regolarizzazione del lavoro nero</strong> e dei lavoratori stranieri. Questo è stato possibile anche grazie alla diffusione del Durc (documento unico di regolarità contributiva) e all&#8217;intensificarsi dei controlli nei cantieri.</p>
<p>I lavoratori immigrati, nel periodo 2006-2007, sono <strong>aumentati del 43,3%, mentre gli italiani del 5,8%</strong>. Le iscrizioni di imprese edili invece hanno segnato un + 11,6%. Secondo la ricerca questa crescita è da attribuirsi proprio all’aumento delle attività ispettive che sono cresciute del 129%. <strong>In crescita anche il part time</strong> con un incremento del 74,9% e con aumenti del 95% a Roma, dell&#8217;88% a Bologna, del 43% a Firenze ed oltre il 39% a Milano e Venezia. &#8220;<em>Dati, questi ultimi </em>- ha spiegato Giuseppe Moretti, segretario generale della Feneal Uil &#8211; <em>che segnalano l&#8217;avanzata di aree di lavoro &#8216;grigio&#8217; e che, non a caso, evidenziano un problema aperto sul tavolo delle trattative contrattuali con la richiesta da parte sindacale di una regolazione che contenga e riduca il fenomeno. Sul versante del lavoro irregolare occorre limitare l&#8217;uso del part-time tra le figure operaie per evitare che questa modalità di assunzione, vista l&#8217;esplosione che ha avuto negli ultimi anni, vanifichi i risultati positivi ottenuti con il Durc</em>&#8220;. Nel contempo si sta verificando una flessione nelle malattie, da 4,3 a 4 ore ogni cento lavorate e negli infortuni, da 5 a 3 su 100 lavoratori.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/edilizia-nel-2007-cresce-loccupazione-e-calano-gli-infortuni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Microcredito: continua la crescita esponenziale</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/continua-la-crescita-esponenziale-del-microcredito/</link>
		<comments>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/continua-la-crescita-esponenziale-del-microcredito/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 07:43:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Grameen Bank]]></category>
		<category><![CDATA[microcredito]]></category>
		<category><![CDATA[microfinanza]]></category>
		<category><![CDATA[Muhammad Yunus]]></category>
		<category><![CDATA[paesi terzomondo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prontoazienda.com/2008/02/28/continua-la-crescita-esponenziale-del-microcredito/</guid>
		<description><![CDATA[Dal 1997 al 2006 i clienti che usufruiscono del microcredito sono decuplicati passando da 13 milioni a 133 milioni. Il microcredito è uno strumento innovativo ma molto semplice di sviluppo economico che permette alle persone prive di mezzi ed emarginate, attraverso il prestito di piccole cifre, di cambiare la propria vita ed avviare attività commerciali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"> <a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/02/lavoratore-africano.jpg" title="lavoratore-africano.jpg"><img src="http://www.prontoazienda.com/files/2008/02/lavoratore-africano.jpg" alt="lavoratore-africano.jpg" height="353" width="237" /></a></p>
<p>Dal 1997 al 2006 i clienti che usufruiscono del <strong>microcredito</strong> sono decuplicati passando da 13 milioni a 133 milioni. Il <strong>microcredito è uno strumento innovativo ma molto semplice di sviluppo economico </strong>che permette alle persone prive di mezzi ed emarginate, attraverso il prestito di piccole cifre, di cambiare la propria vita ed avviare attività commerciali in grado di renderli autosufficienti e di mantenere economicamente la propria famiglia. L’idea del microcredito nasce grazie al lavoro della<strong> Grameen Bank</strong>, la “banca villaggio” <strong>fondata nel 1974 da Muhammad Yunus in Bangladesh. </strong>Yunus era capo del programma economico rurale dell&#8217;università di Chittagong e dopo aver viaggiato con i propri studenti nelle zone più povere del paese, capì che si doveva fare qualcosa per cambiare la situazione di indigenza in cui vivevano queste persone. Per prima cosa Yunus prestò 27 dollari ad un gruppo di donne che confezionavano cesti. In questo modo le donne poterono aumentare la produzione e quindi gli introiti e furono in grado di restituire la somma. Da qui prese il via l’esperienza della Grameen Bank e del microcredito di cui ora grandi istituzioni come la <strong>Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e le Nazioni Unite </strong>hanno riconosciuto l’enorme potenzialità del microcredito nella lotta alla povertà.</p>
<p>La forza di questo tipo di credito risiede nella possibilità delle persone povere di accedere a prestiti bancari che sarebbero loro negati, a causa dell’assenza di garanzie reali e alle dimensioni ridotte delle loro microattività, dalle banche tradizionali. Non si deve però dimenticare che il sistema funziona anche per il fatto che c’è un ritorno economico altresì per le associazioni di microfinanza. <strong>I tassi di interesse dei microcrediti non sono affatto bassi anzi, si attestano attorno ad un 3 per cento mensile ed oltre il 30 per cento annuo</strong>. “<em>Controllare i piccoli prestiti di tante persone</em> – chiarisce Laura Vigano, direttrice del Master in microfinanza dell’Università di Bergamo – <em>comporta costi altissimi e ricavi molto bassi. Senza questi tassi, le organizzazioni fallirebbero. Il personale delle associazioni segue i clienti da vicino, analizza il progetto prima e dopo gli fa visita durante l’attività quasi ogni giorno</em>”. In pratica le spese di gestione di una rete così capillare e costante giustificherebbero i costi elevati. Le cifre di cui stiamo parlando si aggirano in media tra i 50 e i 400 euro, una somma per noi irrisoria ma per le popolazioni di paesi del terzo mondo in grado di cambiare la vita.</p>
<p>Il potenziale del microcredito, sotto l’aspetto del business, ha iniziato ad interessare anche il mondo della grande finanza. In una ricerca pubblicata qualche tempo fa dalla <strong>Deutsche Bank</strong> emerge che ci sarebbe un vuoto di mercato di 250 miliardi di dollari da riempire con il microcredito. <strong>Citigroup, Dexia, Morgan Stanley, Credit Suisse, Deutsche Bank, Commerzbank</strong> stanno già investendo nella microfinanza nei paesi in via di sviluppo.</p>
<p>Le associazioni di microcredito distribuite nei paesi più poveri sono 3.100 consultabili sul sito <a href="http://www.microcreditsummit.org/" target="_blank">www.microcreditsummit.org</a><br />
Tra le organizzazioni di microfinanza presenti nei paesi industrializzati si possono citare:</p>
<ul>
<li>l’italiana<strong> <a href="http://www.etimos.it" target="_blank">Etimos</a> </strong></li>
<li>la francese <strong><a href="http://www.planetfinance.org" target="_blank">PlaNet Finance</a></strong></li>
<li>l’olandese <strong><a href="http://www.oikocredit.org/site/en/" target="_blank">Oikocredit</a></strong></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/continua-la-crescita-esponenziale-del-microcredito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Marketing virale, una strategia pubblicitaria non convenzionale</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/marketing-virale-una-strategia-pubblicitaria-non-convenzionale/</link>
		<comments>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/marketing-virale-una-strategia-pubblicitaria-non-convenzionale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 08:36:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[hotmail]]></category>
		<category><![CDATA[marketing virale]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prontoazienda.com/2008/02/18/marketing-virale-una-strategia-pubblicitaria-non-convenzionale/</guid>
		<description><![CDATA[L’accezione positiva del termine virus, assai molto rara, si riscontra nell’associazione delle parole Marketing e virale e in tutto quello che questi due termini stanno a significare insieme. Il marketing virale (o viral marketing) è un tipo di strategia pubblicitaria non convenzionale, capace di sfruttare la forza comunicativa del passaparola. Pochi soggetti interessati a trasmettere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/02/marketing-virale.jpg" title="marketing-virale.jpg"></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/02/marketing-virale.jpg" title="marketing-virale.jpg"><img src="http://www.prontoazienda.com/files/2008/02/marketing-virale.jpg" alt="marketing-virale.jpg" height="314" width="327" /></a></p>
<p>L’accezione positiva del termine virus, assai molto rara, si riscontra nell’associazione delle parole Marketing e virale e in tutto quello che questi due termini stanno a significare insieme. Il <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marketing_virale" target="_blank">marketing virale</a> </strong>(o <strong>viral marketing</strong>) è un tipo di <strong>strategia pubblicitaria non convenzionale, capace di sfruttare la forza comunicativa del passaparola.</strong> Pochi soggetti interessati a trasmettere un messaggio su un determinato prodotto sono in grado di propagarlo in maniera esponenziale, alla pari di un virus, e effettivamente a costo zero.</p>
<p>Il marketing virale è, in pratica, un tipo di marketing fatto con pochi soldi ma che produce effetti grandiosi ed insperati sfruttando la potenza dei nuovi network sociali e della Rete. Una forza propulsiva che viene dal basso, dal consumatore che non si accontenta più di quello che dicono i tradizionali media, ma preferisce il parere di qualcuno che ha provato il prodotto ed è pronto a garantire per la sua qualità. Oppure si manifesta come un’evoluzione del passaparola ma pilotato dalle stesse aziende che lo considerano una strategia di promozione della campagna pubblicitaria.</p>
<p>Il <strong>passaparola</strong>, alla base del marketing virale, è stato definito <strong>il più potente strumento di comunicazione del mondo, ma anche il più sconosciuto</strong>. I suoi effetti positivi sono evidenti ma difficilmente quantificabili e le dinamiche che lo governano sono di difficile comprensione: a volte coglie le aziende alla sprovvista perché sorge spontaneamente dai consumatori, altre volte invece cresce a dismisura surclassando ogni più ottimistica previsione e altre volte ancora degenera creando effetti collaterali indesiderati. Il tutto è ulteriormente ingigantito dalle nuove tecnologie digitali.</p>
<p>Le <strong>origini del marketing virale </strong>affondano negli Stati Uniti, e precisamente il 4 luglio 1996, quando <em>Jack Smith e Sabeer Bathia </em>ebbero l’intuizione giusta e lanciarono<a href="http://www.hotmail.com" target="_blank"><strong> Hotmail,</strong></a> il servizio di posta elettronica gratuito che in pochi mesi riuscì a creare milioni di nuove iscrizioni ed ancora oggi, è uno dei siti più visitati del mondo. Il fatto che siano diventati leader nei servizi e-mail è stato proprio per una strategia di viral marketing adottata in fase di start-up. Il testo che veniva inviato a parenti ed amici in calce alla mail spedita recitava, infatti: “<strong>Get your private free email from www.hotmail.com</strong> (Ottieni la tua casella e-mail privata e gratis con www.hotmail.com)”. L’originalità di questa idea è stata la forza di Hotmail ed è la forza del marketing virale: ogni utente spedendo messaggi a centinaia di persone ha fatto un’incredibile pubblicità involontaria al sito, anche perché chi garantiva, il testimonial era totalmente credibile. Lui utilizzava un ottimo servizio di mail gratis e veloce e lo proponeva – in maniera inconsapevole – ai suoi conoscenti.</p>
<p>Per saperne di più:</p>
<ul>
<li> <a href="http://www.internetbookshop.it/bas/baspge.asp?isbn=9788846483256&amp;shop=1313" target="_blank">&#8220;<strong>Viral marketing. E altre strategie di comunicazione innovativa</strong>&#8221; di Gianluca Arnesano &#8211; Franco Angeli Editore &#8211; Euro 16,00</a></li>
<li><a href="http://www.internetbookshop.it/libri/Godin+Seth/libri.html&amp;shop=1313" target="_blank">&#8220;<strong>Propagare l&#8217;ideavirus</strong>&#8221; di Seth Godin &#8211; Alchera Words Editore &#8211; Euro 16,52</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/marketing-virale-una-strategia-pubblicitaria-non-convenzionale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Microsoft cerca di strappare a Google Yahoo! e la pubblicità su web</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/microsoft-cerca-di-strappare-a-google-yahoo-e-la-pubblicita-su-web/</link>
		<comments>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/microsoft-cerca-di-strappare-a-google-yahoo-e-la-pubblicita-su-web/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 17:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[antitrust]]></category>
		<category><![CDATA[Bill Gates]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[Opa]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[Yahoo!]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prontoazienda.com/2008/02/06/microsoft-cerca-di-strappare-a-google-yahoo-e-la-pubblicita-su-web/</guid>
		<description><![CDATA[  La Microsoft ha dato l’ultimo affondo, con l’offerta record di 44,6 miliardi di dollari per l’acquisizione di Yahoo!, nel tentativo di contrastare il potere incredibile di Google nel settore dei motori di ricerca. E soprattutto sta cercando di non lasciarsi sfuggire la possibilità di accaparrarsi una fondamentale fetta di mercato in quella cava d’oro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"> <a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/02/yahoo-microsoft.jpg" title="yahoo-microsoft.jpg"><img src="http://www.prontoazienda.com/files/2008/02/yahoo-microsoft.jpg" alt="yahoo-microsoft.jpg" /></a></p>
<p>La Microsoft ha dato l’ultimo affondo, con l’<strong>offerta record di 44,6 miliardi di dollari</strong> per l’acquisizione di Yahoo!, nel tentativo di contrastare il potere incredibile di Google nel settore dei motori di ricerca. E soprattutto sta cercando di non lasciarsi sfuggire la possibilità di accaparrarsi <strong>una fondamentale fetta di mercato</strong> in quella cava d’oro che è la <strong>raccolta pubblicitaria sul web</strong>. “<em>Il mercato della pubblicità on line</em> – spiega la nota diffusa da Microsoft &#8211; <em>sta crescendo molto velocemente, da più di 40 miliardi di dollari nel 2007 a circa 80 miliardi nel 2010</em>”. Il doppio in appena tre anni. Ed in questo momento – continua la nota della casa di Redmond – “<em>questo mercato è sempre più dominato da un solo attore</em>”. Il riferimento a Google è più che scontato dato che il<strong> leader mondiale dei motori di ricerca detiene il 75% dei clienti nella ricerca su Internet</strong>.</p>
<p>Microsoft adduce, nella sua strenue difesa all’ottenimento del controllo di Yahoo!, anche al problema della concorrenza. Nella lettera inviata al management di Yahoo! per cercare di convincerlo ad accettare l’offerta, lo chief executive del gruppo di Redmond, <strong>Steve Ballmer</strong>, sottolinea come sia evidente la nascita di un Godzillamonopolista. Il responsabile legale di Microsoft, <strong>Brad Smith</strong> ha esplicato il concetto mettendo in evidenza come le “<em>offerte alternative possono emergere</em>” ma qualsiasi manovra da parte di Google di accaparrarsi Yahoo! andrebbe incontro ad “<em>ostacoli insormontabili da un punto di vista dell’antitrust. Diverse società possono avere un interesse. Ma ce n&#8217;è una che non può farlo: è Google</em>”. Microsoft deve avere compreso finalmente i meccanismi della concorrenza sul web dopo che per decenni è stata lei nel mirino delle autorità antitrust sia americane che europee.</p>
<p>Ma non sono solo questi i motivi che hanno spinto Gates e Ballmer a fare una mossa così azzardata, senza precedenti nella storia del mercato del web. Con tutta probabilità Microsoft teme che Google, riuscendo ad acquisire Yahoo!, conquisti una posizione chiave e una forza quasi imbattibile nel mercato che potrebbe permettergli di conquistare i business in ascesa. Inoltre questa mossa dovrebbe consentire a Microsoft, almeno secondo l’opinione e la speranza del suo ad, di<strong> trasformare l&#8217;attività Internet, attualmente in perdita, in un pilastro della compagnia.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/microsoft-cerca-di-strappare-a-google-yahoo-e-la-pubblicita-su-web/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Con Vator.tv puoi pubblicizzare la tua impresa</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/vatortv-il-sito-per-pubblicizzare-la-propria-impresa/</link>
		<comments>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/vatortv-il-sito-per-pubblicizzare-la-propria-impresa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2008 08:34:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Bambi Francisco]]></category>
		<category><![CDATA[Imprenditoria online]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[Vator.tv]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prontoazienda.com/2008/01/28/vatortv-il-sito-per-pubblicizzare-la-propria-impresa/</guid>
		<description><![CDATA[Grazie al sito Vator.tv per gli imprenditori arriva una nuova possibilità per farsi conoscere in tutto il mondo e reperire nuovi acquirenti o potenziali finanziatori. Vator.tv è un social network statunitense che consente a chiunque abbia un business, di pubblicizzare, attraverso un filmato, quali siano le caratteristiche della propria attività. Ma il sito non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/01/vatortv.jpg" title="vatortv.jpg"></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/01/vatortv.jpg" title="vatortv.jpg"><img src="http://www.prontoazienda.com/files/2008/01/vatortv.jpg" alt="vatortv.jpg" /></a></p>
<p>Grazie al sito <strong><a href="http://www.vator.tv/" target="_blank">Vator.tv</a> </strong>per gli imprenditori arriva una nuova possibilità per farsi conoscere in tutto il mondo e reperire nuovi acquirenti o potenziali finanziatori. <a href="http://www.ilvirtuale.com/2007/08/02/la-tua-idea-di-business-direttamente-online/" target="_blank">Vator.tv</a> è un social network statunitense che consente a chiunque abbia un business, di pubblicizzare, attraverso un filmato, quali siano le caratteristiche della propria attività. Ma il sito non è visitato solo da americani. Sono sempre di più i neoimprenditori provenienti da tutto il pianeta che hanno registrato e caricato on-line il proprio video. Il nome Vator.tv deriva da <em>‘innovator’</em> ed <em>‘elevator</em>’ perché lo scopo del sito è quello di promuovere l’innovazione alla velocità con la quale un ascensore arriva al piano di chi l’ha chiamato. L’idea è venuta all’ex giornalista del <em>MarketWatch</em>, <strong>Bambi Francisco</strong> che l’ha realizzata insieme a <strong>Peter Thiel</strong>, uno dei fondatori di <em>PayPal</em>, <strong>Richard Rosenblatt</strong>, ex presidente di <em>MySpace</em>, e <strong>Georges Harik</strong>, un ex dirigente di <em>Google</em> nonché uno dei creatori della tecnologia <em>AdSense</em>. “Chiunque – ha sottolineato Bambi in un’intervista- da qualsiasi comparto di produzione, da ogni livello di sviluppo, può condividere idee, prodotti, servizi e qualunque altro tipo di business con il resto del mondo”.</p>
<p>E’ molto facile accedere ai servizi di Vator.tv. Basta registrarsi al sito, caricare il proprio video, nel quale si espone la propria idea, e decidere se condividere questa presentazione in un network personale o con tutta la community di Vator. Questo social network consente a chiunque di diffondere e far conoscere la propria attività imprenditoriale. Dalle piccole e medie imprese a quelle composte da un solo individuo, tutti hanno la possibilità di sfruttare questo strumento pubblicitario capace di raggiungere tutte le parti del mondo. Inoltre, oltre all’inesistenza di confini territoriali, non esistono neanche limiti di comparto produttivo. Qualsiasi attività imprenditoriale può trovare il proprio spazio su quello che orami è stato definito il ‘myspace dei creativi pragmatici’.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/vatortv-il-sito-per-pubblicizzare-la-propria-impresa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I fondi di investimento perdono 53 miliardi di euro nel 2007</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/i-fondi-di-investimento-italiani-perdono-53-miliardi-nel-2007/</link>
		<comments>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/i-fondi-di-investimento-italiani-perdono-53-miliardi-nel-2007/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 16:24:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Assogestioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fondi azionari]]></category>
		<category><![CDATA[Fondi di investimento]]></category>
		<category><![CDATA[Fondi obbligazionari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prontoazienda.com/2008/01/16/i-fondi-di-investimento-italiani-perdono-53-miliardi-nel-2007/</guid>
		<description><![CDATA[I dati di Assogestioni, l’associazione delle società che si occupano di risparmio gestito, confermano il clima di sfiducia ed incertezza dei risparmiatori nei confronti del mercato. Nel 2007, sono infatti spariti 53 miliardi di euro dai fondi di investimento italiani, anche se il mese di dicembre ha registrato un + 5,6 miliardi contro la perdita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/01/salvadanaio.jpg" title="salvadanaio.jpg"><img src="http://www.prontoazienda.com/files/2008/01/salvadanaio.jpg" alt="salvadanaio.jpg" height="289" width="385" /></a></p>
<p>I dati di <strong><a href="http://www.assogestioni.it/asso/index.jsp" target="_blank">Assogestioni</a></strong>, l’associazione delle società che si occupano di risparmio gestito, confermano <strong>il clima di sfiducia ed incertezza dei risparmiatori nei confronti del mercato</strong>. Nel 2007, sono infatti s<strong>pariti 53 miliardi di euro dai fondi di investimento italiani</strong>, anche se il mese di dicembre ha registrato un + 5,6 miliardi contro la perdita di 7,9  miliardi del mese di novembre.<strong> </strong>In percentuale si è avuto un<strong> calo, rispetto al 2006, di capitale totale di risparmio, investito nei fondi nazionali, pari al 5,8%</strong> (arrivato così a 570 miliardi di euro). I dati forniti da Assogestioni sono, comunque, ancora provvisori, visto che devono arrivare i bilanci relativi ai fondi esteri. I risultati definitivi saranno disponibili a febbraio. Il fanalino di coda nella classifica delle categorie spetta ai <strong>fondi azionari ed obbligazionari </strong>che sono stati i prodotti maggiormente colpiti dai deflussi.</p>
<p>I <strong>fondi azionari </strong>hanno riportati ribassi per oltre 23,6 miliardi di euro, con il patrimonio precipitato da 154 a 134,9 miliardi di euro. Peggiore di questo dato già poco rassicurante il risultato dei <strong>fondi obbligazionari</strong>: nel 2007 hanno perso 46,3 miliardi di deflussi, con il patrimonio che è sceso da 247 miliardi di euro rispetto ai 204,4 miliardi del 2006.</p>
<p>Il bilancio dl 2007 ha registrato invece un andamento positivo dei <strong>prodotti Flessibili </strong>che hanno registrato il risultato migliore di tutte le categorie: nonostante i -722 milioni di dicembre (anche se in ripresa rispetto a novembre), archiviano per l&#8217;intero 2007 un +10,5 miliardi di raccolta ed un patrimonio in crescita a 66,8 miliardi.</p>
<p>Al secondo posto si sono posizionati i<strong> prodotti di Liquidità,</strong> grazie anche alla scarsa propensione al rischio degli investitori, con un totale di raccolta positiva pari a 7,6 miliardi ed un patrimonio di 94,2 miliardi.</p>
<p>I<strong> prodotti bilanciati</strong> hanno segnato un -594 milioni a dicembre. Il patrimonio ha subio, rispetto allo scorso anno, una flessione del 21% che lo ha portato a 33,4 miliardi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/i-fondi-di-investimento-italiani-perdono-53-miliardi-nel-2007/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mutui, le banche non applicano la legge Bersani</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/30/</link>
		<comments>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/30/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2008 16:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Altroconsumo]]></category>
		<category><![CDATA[legge 40/2007]]></category>
		<category><![CDATA[legge Bersani]]></category>
		<category><![CDATA[Mutui]]></category>
		<category><![CDATA[portabilità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prontoazienda.com/2008/01/08/30/</guid>
		<description><![CDATA[Un’inchiesta di Altroconsumo ha dimostrato come la portabilità del mutuo a costo zero per il consumatore, prevista dalla legge Bersani, è praticamente una chimera. Su quaranta filiali di grandi gruppi bancari di Milano e Roma (Unicredit, IntesaSanpaolo, Bnl, Bipop, Popolare Milano, Deutsche Bank ecc) controllati dall’associazione, solo due applicano in parte la norma, cioè trasferiscono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/01/mutuo.jpg" title="mutuo.jpg"></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.prontoazienda.com/files/2008/01/mutuo.jpg" title="mutuo.jpg"><img src="http://www.prontoazienda.com/files/2008/01/mutuo.jpg" alt="mutuo.jpg" height="306" width="313" /></a></p>
<p>Un’<a href="http://www.altroconsumo.it/map/src/190323.html" target="_blank">inchiesta di Altroconsumo </a>ha dimostrato come la portabilità del mutuo a costo zero per il consumatore, prevista dalla legge Bersani, è praticamente una chimera. <strong>Su quaranta filiali di grandi gruppi bancari</strong> di Milano e Roma (Unicredit, IntesaSanpaolo, Bnl, Bipop, Popolare Milano, Deutsche Bank ecc) controllati dall’associazione, <strong>solo due applicano in parte la norma</strong>, cioè trasferiscono il mutuo ad un altro istituto di credito senza spese. Solo in parte, perché, trattandosi di vecchi contratti, pretendono ugualmente la penale di estinzione anticipata. La <a href="http://www.parlamento.it/leggi/07040l.htm" target="_blank">legge 40/2007</a>, pubblicata ad aprile dello scorso, in pratica non è mai stata applicata. L’articolo 8 ‘<strong>Portabilità del mutuo; s</strong><strong>urrogazione</strong>” prevede infatti la possibilità di passare i mutui, accesi con un istituto bancario, ad un altro istituto, senza che ciò comporti alcun costo. Sulla carta la procedura dovrebbe essere molto semplice, basterebbe una comunicazione all’istituto con il quale è in corso il mutuo ed il nuovo istituto subentrerebbe nelle garanzie accessorie, personali e reali, al credito surrogato. <strong>La norma stabilisce altresì che è nullo ogni patto, anche posteriore alla stipulazione del contratto, con il quale si impedisca o si renda oneroso per il debitore l&#8217;esercizio della facoltà di surrogazione</strong>. Nella realtà la legge sulla portabilità non è assolutamente applicata dalle banche, che negano la possibilità di spostare il proprio mutuo in un altro istituto di credito, e quando lo è, i costi sono molto elevati. <strong>Per spostare un mutuo per l’ac</strong><strong>quisto di una casa del valore di 200mila euro le cifre richieste oscillano tra i 500 e i 3.500 euro quando dovrebbero essere pari a zero.</strong> E pensare che tecnicamente per spostare un mutuo sono necessari solo quindi minuti. Le fonti delle associazioni bancarie, comunque, cercando di risolvere la questione, specificano che, se lo scopo della legge è quello di far scendere gli oneri per i consumatori, allora l’altra strada percorribile è quella di rinegoziare il mutuo presso la propria banca. Operazione che, tra le altre cose, non richiede neanche l’intervento del notaio e quindi delle spese della sua parcella.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/30/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nessuna donna tra le &#039;50 Women to watch&#039;</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/nessuna-donna-tra-le-50-women-to-watch-del-wall-street-journal/</link>
		<comments>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/nessuna-donna-tra-le-50-women-to-watch-del-wall-street-journal/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 15:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[classifica]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[glass ceiling]]></category>
		<category><![CDATA[wall street journal]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prontoazienda.com/2007/11/27/nessuna-donna-tra-le-50-women-to-watch-del-wall-street-journal/</guid>
		<description><![CDATA[Non c&#8217;è nessuna donna italiana da tenere d&#8217;occhio nel 2007, tra le prime cinquanta manager nel mondo, secondo la classifica stilata dal prestigioso Wall Street Journal. Non che la cosa stupisca, vista la difficoltà delle donne italiane ad emergere e a rompere il famoso glass ceiling. L’elenco redatto ogni anno dal quotidiano riunisce le donne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://bp0.blogger.com/_vA7zD0GEfiU/R0xJNVYdMrI/AAAAAAAAAxc/UoJM8fDA_UM/s1600-h/frida+giannini.jpg"><img src="http://bp0.blogger.com/_vA7zD0GEfiU/R0xJNVYdMrI/AAAAAAAAAxc/UoJM8fDA_UM/s320/frida+giannini.jpg" style="margin: 0px auto 10px;text-align: center;cursor: pointer" border="0" /></a>Non c&#8217;è nessuna donna italiana da tenere d&#8217;occhio nel 2007, tra le prime <a href="http://online.wsj.com/public/page/2_1332.html">cinquanta manager nel mondo</a>, secondo la <a href="http://online.wsj.com/public/resources/documents/info-50women07-sort.html">classifica</a> stilata dal prestigioso <font>Wall Street Journal</font>. Non che la cosa stupisca, vista la difficoltà delle donne italiane ad emergere e a rompere il famoso<a href="http://finanzaffari.blogspot.com/2007/10/in-italia-difficile-infrangere-il-glass.html"> glass ceiling</a>. L’elenco redatto ogni anno dal quotidiano riunisce le donne che più si sono contraddistinte nelle imprese, nella finanza e nell’economia a livello mondiale e per questo non devono assolutamente essere perse di vista. Il WSG compila inoltre una classifica con le prime dieci manager in Europa. Ma, anche in questa cerchia ristretta, e a noi più famigliare, non compaiono nomi italiani.Nel 2006 si erano piazzate ,al 43esima tra le “<font size="4"><font>50 Women to watch</font></font>” <font>Frida Giannini</font> (nella foto), subentrata lo stesso anno a John Ray, nel ruolo di direttore creativo della maison <font>Gucci </font>, e, nella speciale classifica europea, <font>Silvana Armani</font>, creativa dell’omonimo gruppo e <font>Laura Ferro</font>, presidente ed amministratore delegato della Genitum, azienda biofarmaceutica. Nel 2005, invece, le uniche italiane classificate furono <font>Miuccia Prada</font>, nella lista mondiale, e Patrizia Micucci, la managing director di Lehman Brothers, in quella europea.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/nessuna-donna-tra-le-50-women-to-watch-del-wall-street-journal/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sarà un Natale all&#039;insegna degli acquisti online</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/secondo-una-ricerca-sara-un-natale-allinsegna-degli-acquisti-online/</link>
		<comments>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/secondo-una-ricerca-sara-un-natale-allinsegna-degli-acquisti-online/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2007 13:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[natale 2007]]></category>
		<category><![CDATA[online]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[vendite]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prontoazienda.com/2007/12/05/secondo-una-ricerca-sara-un-natale-allinsegna-degli-acquisti-online/</guid>
		<description><![CDATA[Secondo Forrester Research, la società di ricerca americana indipendente che analizza i cambiamenti apportati dalla tecnologia e il loro impatto sulla società e suoi consumatori finali, quest’anno in Europa gli utenti della Rete spenderanno circa 51miliardi di euro online durante il periodo natalizio, con una crescita del 58% rispetto allo stesso periodo nel 2006. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://bp1.blogger.com/_vA7zD0GEfiU/R0w9LlYdMqI/AAAAAAAAAxU/H4uX6Ifl8KU/s1600-h/natale+online.jpg"><img src="http://bp1.blogger.com/_vA7zD0GEfiU/R0w9LlYdMqI/AAAAAAAAAxU/H4uX6Ifl8KU/s320/natale+online.jpg" style="margin: 0px auto 10px;text-align: center;cursor: pointer" border="0" /></a>Secondo <a href="http://www.forrester.com/rb/research">Forrester Research</a>, la società di ricerca americana indipendente che analizza i cambiamenti apportati dalla tecnologia e il loro impatto sulla società e suoi consumatori finali, quest’anno <span style="font-weight: bold">in Europa gli utenti della Rete spenderanno circa 51miliardi di euro online durante il periodo natalizio</span>, con una <span style="font-weight: bold">crescita del 58%</span> rispetto allo stesso periodo nel 2006. In altre parole, per le previsioni dovrebbe essere un ottimo Natale per le aziende online del vecchio continente. In questa ricerca, Forrester ha esaminato 17 paesi dell’Europa Occidentale e ventidue categorie di vendita, prendendo spunto dagli European Consumer Technographics. Dal <a href="http://www.forrester.com/Research/Document/Excerpt/0,7211,43819,00.html">report</a> si deduce che Regno Unito, Svezia e Germania sono i tre paesi in cui i consumatori acquistano maggiormente online, rispetto alla media europea, contando circa il 70% degli utenti in rete che fanno acquisti in questi tre paesi. Il Regno Unito è anche il primo paese in Europa per numero di vendite online con 27 milioni di acquirenti, che per le previsioni, spenderanno per questo Natale più di 700euro a testa e batteranno il record di 20 miliardi di vendite online. <span style="font-weight: bold">In Italia</span> ed in Spagna la percentuale di chi farà acquisti sul web durante il periodo dello shopping natalizio scende al 30%, pari per il Belpaese, ad una<span style="font-weight: bold"> spesa di 2,1 miliardi di euro</span>.<br />
Le categorie che dovrebbero sostenere maggiormente questa crescita sono state identificate da Forrester in <span style="font-weight: bold">libri</span>, <span style="font-weight: bold">video e dvd</span>, <span style="font-weight: bold">gioielli</span>, <span style="font-weight: bold">giochi</span>, <span style="font-weight: bold">video games</span>, <span style="font-weight: bold">gadget elettronici</span>, <span style="font-weight: bold">alcol </span>e, categoria principe, <span style="font-weight: bold">viaggi e turismo</span> (anche se sulle pagine di Repubblica, nell’inserto del lunedì, inspiegabilmente, appaiono solo tre categorie, tra cui i vestiti, che nella ricerca non vengono neanche citati) che occuperanno più della metà della spesa online per gli acquisti di Natale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/secondo-una-ricerca-sara-un-natale-allinsegna-degli-acquisti-online/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una norma del pacchetto sicurezza vieta i finanziamenti statali in caso di reato</title>
		<link>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/una-norma-del-pacchetto-sicurezza-vieta-i-finanziamenti-statali-in-caso-di-reato/</link>
		<comments>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/una-norma-del-pacchetto-sicurezza-vieta-i-finanziamenti-statali-in-caso-di-reato/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2007 14:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[agevolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti statali]]></category>
		<category><![CDATA[pacchetto sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[reati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prontoazienda.com/2007/11/27/una-norma-del-pacchetto-sicurezza-vieta-i-finanziamenti-statali-in-caso-di-reato/</guid>
		<description><![CDATA[Nel pacchetto sicurezza, ora al vaglio del Parlamento, è stata introdotta una norma di ‘sistema’ che prevede la sospensione dei finanziamenti pubblici in caso di condanna. In pratica, si legge nell&#8217;articolo di Giovanni Negri su ‘IlSole24Ore’, viene esteso quanto già previsto dalla disciplina antimafia a reati che poco hanno a che fare con le organizzazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><a href="http://bp1.blogger.com/_vA7zD0GEfiU/R0wqflYdMpI/AAAAAAAAAxM/ecGXGMmfyUc/s1600-h/soldi.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px;text-align: center;cursor: pointer" src="http://bp1.blogger.com/_vA7zD0GEfiU/R0wqflYdMpI/AAAAAAAAAxM/ecGXGMmfyUc/s320/soldi.jpg" alt="" border="0" /></a>Nel pacchetto sicurezza, ora al vaglio del Parlamento, è stata introdotta una norma di ‘sistema’ che prevede la <span style="font-weight: bold">sospensione dei finanziamenti pubblici in caso di condanna</span>. In pratica, si legge nell&#8217;articolo di <span style="font-style: italic">Giovanni Negri su ‘IlSole24Ore’</span>, viene esteso quanto già previsto dalla disciplina antimafia a reati che poco hanno a che fare con le organizzazioni criminali. La norma, se passasse, a<span style="font-weight: bold">lzerebbe i requisiti di onorabilità necessari per essere i destinatari di finanziamenti, contributi e tassi agevolati</span>. I soggetti destinatari di questo divieto sono coloro che richiedono contributi e finanziamenti pubblici per attività imprenditoriali, oppure chi svolge funzioni d’amministrazione, di direzione o di controllo all’interno dell’azienda richiedente, qualora abbiano riportato una condanna definitiva per alcune tipologie di reato. Tra i reati, oltre alle false comunicazioni sociali, alla truffa, all’usura, alla ricettazione e al riciclaggio, ai reati societari (come il falso in bilancio), fallimentari (come la bancarotta, fraudolenta o semplice), tributari (come la violazione della disciplina antievasione), ai delitti (non colposi, che abbiano comportato non meno di tre anni di reclusione), sono state introdotte anche <span style="font-weight: bold">le lesioni colpose in violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro </span>(normativa antinfortunistica).<br />Non ha importanza, inoltre, se la condanna sia stata o no patteggiata, la norma si applica ugualmente: l’imprenditore o l’amministratore restano lo stesso interdetti. Tra le novità di questa norma, che ha lo scopo di <span style="font-weight: bold">ridare trasparenza ai rapporti tra imprenditoria privata e settore pubblico</span>, c’è quella della sua applicazione anche in una semplice pronuncia di condanna in primo grado per uno dei reati previsti. Nel caso in cui poi la condanna dovesse diventare definitiva la sospensione delle erogazioni e delle agevolazioni si trasformerebbe in revoca. Allo stesso modo sarebbe rimossa, se l’imprenditore fosse ritenuto innocente ed assolto.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prontoazienda.com/senza-categoria/una-norma-del-pacchetto-sicurezza-vieta-i-finanziamenti-statali-in-caso-di-reato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

